Sullo spigolo Vinci al Cengalo


20 ago 2011
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21 ago 2011

Ognuno ha i propri sogni, che costantemente insegue e che lo aiutano a fantasticare, a rimanere per un attimo sospesi in una dimensione surreale.
Da quando, più di dieci anni fa, avevo visitato le montagne della val Masino sfiorandole dal sentiero Roma, uno dei miei sogni si era impossessato aggressivamente della selvaggia bellezza di quella lama tagliente che è lo spigolo Vinci. Aereo, elegante, gotico, imponente e, naturalmente assai interessante anche da un punto di vista alpinistico.
Ma, si sa, i sogni diventano tali solo quando resta difficile poterli realizzare. E così, ogni volta che pensavo di poterlo scalare, implacabile calava il consiglio del rifugista che, con parole estremamente eloquenti, dichiarava la necessità di possedere un VI grado "pieno", senza azzero o trucchi di sorta, per poter affrontare la salita con sicurezza.
Così è doppiamente incredibile la coincidenza che mi porta, in questa fine estate in cui le mie arrampicate si contano sulle dita di una mano, sul filo di quella lama che avevo sempre guardato dal basso. Daccordo, sto salendo legato "da secondo", ma l'eccitazione che mi prende è comunque alle stelle!
Grazie Guido per avermi fatto vivere questa bellissima scalata e grazie a Flavio e Daniele per la compagnia in questo indimenticabile weekend.


Bellezza:
Partecipanti:
Guido, Flavio, Daniele, David
Meteo:

Bagni di Masino, rifugio Gianetti (2534 m) (click per visualizzare la relazione)

Pizzo Cengalo, punta Angela - via spigolo Vinci (3215 m) (click per visualizzare la relazione)

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