Questa parete rimasta sconosciuta per molti anni è stata recentemente valorizzata da Grill e soci con la tracciatura di una serie di itinerari di arrampicata classica decisamente interessanti e ben esposti al sole.
La via Esculapio si colloca tra le vie di media difficoltà della parete ed è un susseguirsi di fessurine per la dulfer, camini, placchette e strapiombini che rendono l'arrampicata decisamente varia e consigliabile. La roccia, accuratamente pulita in alcuni tratti, è per lo più ottima e la chiodatura rispecchia il solito stile dell'apritore: soste a spit e lungo i tiri tante clessidre, qualche chiodo e qualche spit nelle zone più compatte. Le fessure sono da proteggere.
Da evidenziare anche l'inusuale discesa in corda doppia, assolutamente da non perdere!
Attacco:
Da Arco seguire la strada per Riva del Garda; ad una rotonda prendere a destra seguendo le indicazioni per la val
Descrizione:
1° TIRO:
Scalare la fessura in obliquo verso destra con una bella dulfer. La chiodatura è eventualmente da integrare con friend medi.
Al termine della fessura si supera un gradone più facile e si sale a sinistra alla sosta posta alla base di un camino verticale (30 m, V+).
2° TIRO:
Risalire il camino rimanendo esterni sino ad una strozzatura (è consigliabile che il primo di cordata non abbia lo zaino). Sfruttando una piccola lama uscire quindi sulla placca a destra, poi verticalmente spaccando ancora sui lati del camino.
Seguendo i cordoni nelle clessidre, traversare sul pilastro del lato sinistro (massi instabili) e per rocce più semplici ritornare in diagonale verso destra alla sosta (45 m, V+).
3° TIRO:
Rimontare la placca sulla destra sfruttando una fessura superficiale. La placca è più difficile di quello che sembra a prima vista.
Al termine della fessura si sale verso sinistra per rocce più articolate sino ad una sosta comoda (30 m, V+ e V-).
4 TIRO:
Scalare il bel caminetto presso la sosta; dopo pochi metri traversare a sinistra ed entrare in un bel diedro appoggiato che si scala senza particolari difficoltà sin dove si raddrizza.
Salire quindi a destra un pilastrino verticale di alcuni metri, traversare orizzontalmente a sinistra con un passo delicato e poi vincere un ultimo breve muretto prima della sosta (45 m, V+, VI- e VI).
5° TIRO:
Con tecnica dulfer da manuale scalare a destra della sosta la fessura verticale di alcuni metri (friend piccoli). Al suo termine traversare a destra e sostare (20 m, V+ e IV).
6° TIRO:
Scalare la successiva bella placca a buchi muovendosi prima in diagonale verso destra e poi leggermente a sinistra. Sostare su sosta a clessidre (40 m, V).
7° TIRO:
Per rocce articolate salire verticalmente per alcuni metri sino ad una cengia alla base di grandi tetti (sosta intermedia da saltare). Percorrere la cengia verso destra, superare una passerella e raggiungere la sosta a spit all'estrema destra (35 m, IV e I).
8° TIRO:
Salire verso sinistra al di sotto di un tetto sino ad uno spit, vincere uno strapiombino ed entrare in un canale appoggiato che sale da sinistra verso destra. Risalire il canale sul bordo (detriti sul fondo), giungendo ad un terrazzino; superare un secondo strapiombo e per rocce via via più semplici salire verso destra alla sosta (45 m, V+).
Discesa:
Per sentiero andare a destra sino ad un terrazzino con una cassetta per il libro di via; scendere di alcuni metri e calarsi con una prima doppia da 25 m.
Al termine della doppia, per traccia di sentiero, traversare in diagonale a destra scendendo ad un altro paio di calate da 50 m.
La seconda delle due è estremamente spettacolare e si svolge in pieno strapiombo per buona parte della sua lunghezza; inoltre, una volta discesa quasi tutta la lunghezza, si deve pendolare sulla torre rocciosa che si affaccia di fronte alla parete. Dalla torre per sentiero si prosegue verso sinistra ed in breve si torna alla base della parete.