Si tratta certamente della via di arrampicata più famosa di tutta l'Albigna e una delle più interessanti delle Alpi Centrali.
A dire il vero con 'Mosaico' si deve intendere il concatenamento di tre itinerari in successione: la risalita del pilastro basale (la parte più impegnativa e nota anche come via Felici), il tratto di collegamento alla base della Fiamma (noto anche come variante Nigg) e la risalita della Fiamma.
Qui si trova esposta solo la via Felici; gli altri itinerari sono invece descritti con la salita della parallela Dente per Dente.
Già solo la via Felici merita tutto l'interesse: si passa da una serie di belle placche basali ad un tiro di corda fantastico su lame molto divertenti; poi una fessura regolare per l'incastro di mano e un tiro tecnico su fessura obliqua.
La via è attrezzata a spit ma non in modo ravvicinato e richiede di essere integrata con protezioni veloci (in particolare alcuni friend grossi sono molto utili nella fessura sprotetta del quarto tiro).
Attacco:
Utilizzando la funivia dell'Albigna si sale alla base della grande diga di sbarramento (la funivia è aperta da inizio giugno a fine settembre dalle 7.00 alle 16.30).
Seguire la stradina che sale a destra ed in breve raggiungere la base del vicino Spazzacaldera. Scendendo di alcuni metri a destra si arriva all'attacco, segnato con vernice rossa (scritta 'Via Felici').
Descrizione:
1° TIRO:
Salire la rampa appoggiata verso sinistra sino ad una bella lama che si sfrutta per salire alla sosta (45 m, 5a).
2° TIRO:
Scalare ancora lungo la lama per una decina di metri, poi traversare a sinistra su vena di quarzo ad aggirare un tratto ripido e liscio di parete. Tornare a salire leggermente verso destra per rocce più appigliate superando in alto un breve tratto più delicato ma ben protetto.
Da qui ci sono due possibilità: salire dritti e poi a destra su placca liscia e delicata (6a), oppure deviare a sinistra verso uno strapiombino appigliato che si supera direttamente per poi piegare a destra alla sosta su placca più appoggiata (50 m, 6a o 5c).
3° TIRO:
Traversare a destra e rimontare una breve lama staccata. Salire ora verticalmente per bellissime lame sottili che non si interrompono mai garantendo un'arrampicata elegante ed entusiasmante. Da ultimo traversare leggermente a destra guadagnando una cengia con due soste (45 m, 5c+).
4° TIRO:
Qui ci sono due possibilità di salita rispettivamente lungo le due fessure che si originano dalle due soste. Le difficoltà sono equivalenti, tuttavia la fessura di sinistra è protetta con qualche chiodo, mentre quella di destra ha qualche spit (comunque da integrare) ma è più sostenuta e continua.
Per la salita lungo la fessura di destra, portarsi all'altra sosta e vincere un primo sistema di fessurine parallele che permettono di accedere, più in alto, ad una fessura più regolare e caratteristica. Scalare la fessura leggermente appoggiata con tecnica ad incastro per una ventina di metri (la fessura è da proteggere con friend grossi). Al termine della fessura deviare a destra e sostare poco oltre su comodo terrazzino (40 m, 5c+, personalmente ritenuto più impegnativo del tiro precedente).
5° TIRO:
Breve tratto di collegamento con un solo passo impegnativo sino alla sosta successiva alla base di un muro strapiombante (10 m, 4c unn passo).
6° TIRO:
Vincere direttamente il muro strapiombante, poi, seguendo l'andamento di una fessura svasa, salire in diagonale a sinistra. Il passo chiave si trova nel punto in cui la fessura aggira uno spigoletto.
Per rocce più semplici ed appoggiate si continua la scalata piegando in alto leggermente a destra ad un terrazzino (45 m, 6a e 5b. Attenzione a non far incastrare la corda nella fessura!).
7° TIRO:
Procedere verticalmente per rocce più abbattute e con erba vincendo un unico breve tratto più tecnico. La sosta si trova sulla cima del pilastro. (35 m, 4c. Tiro chiodato molto lungo, da integrare).
Discesa:
Se si vuole proseguire verso la cuspide della fiamma, dalla cima del pilastro calarsi brevemente sull'opposto versante presso un ballatoio in ombra dove attacca la via Nigg o la via Normale.
Se si vuole abbandonare la scalata, calarsi con una corda doppia da 25 m sul lato sud, poi con un'altra da 50 si raggiunge l'attacco della via Normale.
Per tracce di sentiero si scende in diagonale verso destra (qualche ometto) e, vincendo qualche breve tratto di facile arrampicata, si torna alla base della parete.