Dalla granitica e glaciale vetta del Galenstock, uno dei punti culminanti di questo tratto centrale delle Alpi di Uri, si dipartono verso sud due imponenti costole rocciose: una verso Sud culmina dell'affilata cuspide del Gross Furkahorn, l'altra, verso SE, culmina nella massiccia mole del Gross Bielenhorner.
L'ascensione qui proposta raggiunge la vetta di questa seconda montagna percorrendone l'elegante spigolo SE, caratteristico per la bellezza e solidità della roccia ed il fantastico panorama che lo circonda.
Si può dividere l'ascensione in tre parti: tutto il primo tratto dove si arrampica con scarpette sul IV e V grado ottimamente protetto a spit, il traverso centrale su cengia (talvolta nevosa) per aggirare un pronunciato torrione e l'ultima parte, nuovamente su roccia, da risalire con scarponi e in conserva, ma su basse difficoltà (II e III) e senza alcuna protezione.
La prima parte, data l'ottima e sicura chiodatura (che permette di azzerare facilmente ogni passaggio difficile), è indicata anche ad arrampicatori alle prime esperienze di scalata in ambiente. Viceversa tutta la restante parte di percorso richiede maggiori capacità alpinistiche di scelta della via e destrezza su roccia da slegati.
Attacco:
Dal Sidelen Hutte dirigersi verso Est in direzione del pendio che culmina presso un'ampia sella caratterizzata dalla curiosa torre rocciosa detta Kamel. E' possibile salire il sia il canale a sinistra della torre che quello a destra: con neve dura conviene quello di destra in quanto meno ripido, altrimenti si preferisce quello di sinistra, più diretto.
Raggiunto il valico per l'uno o per l'altro canale, per facile cresta pianeggiante ci si sposta verso nord puntando alla base della parete meridionale del Gross Furkahorn.
Muovendosi tra grossi macigni granitici si sale a sinistra rimontando il vago crestone (ometti) sino ad un grosso ometto di sassi su un pulpito panoramico. Deviare quindi leggermente a destra e, per rocce un po' più impegnative, rimontare gli ultimi metri raggiungendo un terrazzino alla base di un diedro fessurato dove inizia la via (spit).
Descrizione:
1° TIRO:
Salire il diedro di roccia ottima con buoni appigli. In alto uscire a destra con una breve e divertente dulfer e sostare poco oltre a sinistra su comodo terrazzino (30 m, 4b).
2° TIRO:
Salire a destra e per grossi blocchi di roccia portarsi alla base di un salto verticale dello spigolo (25 m, 3a).
3° TIRO:
Scalare direttamente lo spigolo sfruttando due fessure parallele, poi traversare a sinistra e sostare su comodo terrazzino (30 m, 5c oppure 4b/A0).
4° TIRO:
Aggirare a destra la cuspide sovrastante traversando orizzontalmente per cengia. Sostare poco sopra su anello cementato (15 m, II).
5° TIRO:
Rimontare il sovrastante bellissimo pilastro fessurato e piegare a destra appena possibile.
Con una breve dulfer si rimonta una placca e si sosta scomodamente a metà placca (30 m, 4c).
6° TIRO:
Salire al culmine della placca e, senza rinviare il vecchio chiodo in alto, entrare nel camino formato dalla fessurazione a sinistra della placca. Scendere nel camino per alcuni metri, traversare orizzontalmente (ignorare un chiodo con cordino in alto a sinistra) e scalare un muretto fessurato sino ad una cengia con sosta facoltativa.
Camminare verso destra lungo la cengia e raggiungere uno stretto intaglio dove si sosta (40 m, 4a).
6° TIRO:
Con un passo delicato vincere un primo muro verticale; traversare a sinistra e per rocce più semplici riportarsi sul filo dello spigolo.
Alcuni metri su spigolo conducono alla base di una facile placca appoggiata appena prima di una torre strapiombante. Sostare alla base della torre (30 m, 5c oppure 4c/A0).
7° TIRO:
Aggirare la torre sulla destra entrando in un caminetto. Al culmine del caminetto si piega a destra e per cresta pianeggiante si raggiunge un anello di calata prima di una caratteristica cuspide (25 m, 4a).
Calarsi con una doppia da 20 m sull'opposto versante, dove si trova un'ampia cengia inclinata.
Rimanendo vicino alle rocce salire verso destra aggirando una torre massiccia e salire all'ampia sella appena a monte della torre stessa.
Dal colle si prosegue per cresta facile di II e III intuendo di volta in volta il percorso più facile.
In alto si deve piegare decisamente a destra per portarsi sul filo vero e proprio della cresta. Prima di raggiungere la cresta si deve superare un breve muretto fessurato di un paio di metri (friend incastrato) e poi rimontare un ampio camino con blocchi di roccia incastrati.
Al termine del camino si sbuca presso una stretta forcella che si scavalca scendendo sull'opposto versante (Est) presso una comoda cengia.
Traversare facilmente verso sinistra in direzione della sgangherata croce di vetta, da qui ben visibile. L'accesso diretto alla cima è tuttavia interrotto da uno stretto intaglio: o si scende arrampicando per alcuni metri (III) o si attrezza una breve doppia.
Dall'intaglio, alcune semplici rocce conducono infine sulla vetta.
Discesa:
Dalla vetta dirigersi per alcuni metri verso Nord sino ad un grosso anello cementato. Con una doppia da 35 metri si scende sulla cengia sottostante e la si percorre verso sud (passaggi di II+) sino a raggiungere la più ampia cengia già percorsa all'andata prima dell'ultimo tratto di cresta facile.
Con cautela ci si dirige allo stretto intaglio posto appena a sinistra del punto in cui, durante la salita, ci si era calati in doppia. Qui un grosso anello cementato permette di scendere sul versante sud della montagna con una doppia da 50 m.
Per tracce di sentiero abbassarsi nella medesima direzione per una ventina di metri sino ad un secondo anello cementato: con altre due doppie da 40 m si giunge alla base della parete presso una cengia detritica. Percorrendo la cengia verso destra si incrociano in breve le tracce sui ghiaioni percorse per salire all'attacco della via.