Il versante settentrionale del pizzo Palù è una muraglia estremamente scenica ed elegante ed è da considerarsi uno dei paesaggi più belli di tutto il gruppo del Bernina.
La montagna è anche ricca di numerosi itinerari per guadagnare le sommità che la compongono ed è quindi molto frequentata in ogni stagione. Dalla facile via normale da Sud, alle cavalcate per cresta, dagli alpinistici tre pilastri della parete Nord alla suggestiva scialpinistica lungo il ghiacciaio del Palù è tutto un fremere di alpinisti e scialpinisti.
In particolare l'approccio sciistico più usuale è proprio la risalita del ghiacciaio del Palù da Nord, percorso che può anche beneficiare dell'utilizzo della funivia del Diavolezza per accorciare i dislivelli e compiere la gita in una sola giornata. L'itinerario non è comunque da sottovalutare a causa di alcuni tratti di ghiacciaio estremamente crepacciati, sopratutto in stagioni scarse di precipitazioni nevose.
Se si affronta la salita quando la neve è ancora presente in bassa quota, è molto consigliabile, al ritorno, scendere lungo la valle del Morterasch sino a raggiungere la stazione ferroviaria omonima, da cui brevemente di nuovo al parcheggio del Diavolezza sfruttando il trenino del Bernina.
Descrizione:
Dal passo del Bernina raggiungere la vicina stazione sciistica del Diavolezza (2093 m) e parcheggiare nel parcheggio antistante la funivia.
In funivia o risalendo la pista da sci, raggiungere la stazione superiore a 2970 metri di quota dove il panorama appare già stupendo verso le cime del Palù e del Bernina.
Sci ai piedi si scende brevemente verso Sud al colletto dove giungono altri impianti di risalita e, cercando il passaggio più agevole, si piega a destra entrando nella valle scavata dalla vadret Pers. Su pendenze marcate si perde quota sino a raggiungere la superficie del ghiacciaio a 2700 m circa.
Messe le pelli di foca, procedere senza percorso obbligato in direzione Sud lasciando a sinistra la cuspide rocciosa del piz Trovat e puntare al grande vallone glaciale compreso tra il piz Cambrena e lo sperone Kuffner del piz Palù (questo sperone è il più orientale dei tre che ne caratterizzano la parete Nord).
Prima su pendenze moderate e poi via via più ripide ci si avvicina all'evidente fascia di crepacci, più o meno aperta, che rappresenta il passaggio chiave della salita. Con molta precauzione ci si avventura portandosi dapprima a sinistra e poi, con un traverso, in alto a destra sino a sbucare presso un panoramico colletto da cui si coglie un ottimo colpo d'occhio sull'intero sperone Kuffner (a seconda delle annate il percorso migliore potrebbe differire da questo e rimanere molto più a sinistra e più vicino al piz Cambrena).
Senza scavalcare il colletto si prosegue verso sinistra su terreno più agevole raggiungendo un comodo plateau alla base del secondo ripido tratto di salita. Qui il ghiacciaio è più vasto e meno obbligato, ma in alto la crepaccia terminale potrebbe rivelarsi insidiosa (talvolta è presente una passerella di legno per renderne fattibile il superamento).
Portandosi gradatamente verso la base della nevosa parete orientale del Palù, si sale in seguito al vicino colletto dove termina la parte sciisitica della gita.
Calzati i ramponi, per neve o ghiaccio si rimonta il pendio a destra del passo ed in breve si sale sul filo di cresta, piuttosto sottile, a poche decine di metri dalla cima del Palù Orientale.
Per raggiungere la vetta più alta, il Palù Centrale, si scende per facile cresta al colletto che divide le due sommità e si risale la cresta successiva, molto suggestiva per via della sua sottigliezza ed esposizione.
Discesa:
Per l'itinerario di salita.
Con buona neve è possibile scendere con gli sci direttamente dalla spalla del Palù orientale verso il colletto sottostante (pendenza sui 40° circa).
Scesi alla base della stazione superiore della funivia Diavolezza si può decidere di evitare la risalita al Diavolezza e di continuare la discesa lungo il ghiacciaio. Questa soluzione è certamente consigliabile, ma risulta conveniente solo con temperature non troppo alte; in caso contrario lungo tutta la parte bassa della valle, quasi pianeggiante, la progressione sarebbe troppo faticosa e noiosa.
Si scende su pendenze lievi assecondando la curvatura verso sinistra della valle sino ad un tratto ripido e crepacciato, ma segnalato, che permette di immettersi nella colata glaciale della vedretta di Morterasch (in alto a sinistra, sopra le morene, si trova la capanna Boval).
Senza altri tratti impegnativi si continua la discesa sino al punto in cui la valle diventa pianeggiante e si conclude presso la stazione ferroviaria del Morterasch.