Tra le pieghe capricciose del versante orientale di una delle cime più frequentate delle Prealpi Orobie, si cela un canale selvaggio e ricco di interesse, una vera perla della zona.
E' davvero stupefacente pensare che nessuno avesse mai salito questo itinerario prima dell'ascensione del 2006 resa nota da B. Dossi: ora, dopo l'opportuna divulgazione della salita, non si contano le cordate che intraprendono la salita durante le stagioni più cariche di neve. Questo a buon conto in quanto la via, mai banale, si svolge con percorso molto logico in un ambiente bellissimo a nemmeno un'ora di strada dalla città.
Si consiglia tuttavia di affrontare la gita solo in annate con abbondanti nevicate in quanto, con poca neve, alcuni salti affioranti renderebbero l'ascensione molto più impegnativa. A tal proposito ricordiamo che la difficoltà indicata per questo canale si riferisce a quella dichiarata dai primi salitori. La relazione qui descritta fa invece riferimento ad una ripetizione del febbraio 2009, un periodo decisamente eccezionale per l'abbondanza di precipitazioni nevose: durante questa salita le difficoltà reali erano probabilmente AD-.
Attacco:
Risalire la valle Seriana sino all'altezza di Ponte Nossa ed imboccare il bivio sulla sinistra per la valle del Riso e il colle di Zambla.
Superato Oneta e la successiva frazione di Scullera, giunti all'incirca a quota 850 seguire sulla sinistra (cartello segnaletico) una stradina che conduce al vicino santuario della Madonna del Frassino, parcheggiando poco prima in un comodo piazzale.
Si sale a piedi il tratto di strada che conduce al dosso dove si trova il santuario e si scende per mulattiera sull'opposto versante. Trascurando il bivio sulla destra per il passo delle Crocette, si perde leggermente di quota sino ad aggirare uno sperone ed entrare così nell'anfiteatro ai piedi della parete Est del monte Alben.
Ad un secondo bivio si prende la stradina di destra che prende a salire a lato della valle. Senza salire di molto, individuare il punto migliore dove poter traversare il prato in direzione dell'anfiteatro sino a mettere piede sul fondo dello stesso.
Descrizione:
Seguendo l'andamento della valanga di fondo, qui sempre presente, ci si avvicina alla parete entrando nell'evidente canale posto sotto la vetta (attenzione a non entrare nel vallone tutto a destra che in alto si apre presso l'evidente torrione Bonatti) e lo si risale, inizialmente senza difficoltà, lasciando sulla destra una prima diramazione.
Ad una seconda diramazione, dove la pendenza inizia ad aumentare, prendere il ramo di destra (comunque quello più ampio ed evidente) che diventa via via più incassato e suggestivo. Giunti presso un grosso masso incastrato che forma una piccola grotta, salire per le rocce di destra con un tiro di circa 20 metri di III+. Con forte innevamento questo salto potrebbe venire sommerso completamente.
Si continua su pendenza minore (40°) raggiungendo un punto dove il canale torna ampio e convergono a poca distanza due rami laterali, uno a sinistra e uno a destra, che vanno ignorati proseguendo diritti. Dopo una strozzatura ripida ed incassata ma senza salti, si giunge ad un secondo slargo, dove si accede al tratto più suggestivo ed impegnativo della salita. Qui lo scolo principale piega leggermente a destra (ignorare il ramo di sinistra) e torna subito stretto e ripido.
Si vince un breve salto con un singolo passo impegnativo di V su piccole tacchette, poi per neve molto ripida (70°) si arriva al salto principale. Questo salto, protetto con 3 chiodi e un cordino in clessidra, si deve vincere salendo prima al centro, poi deviando a destra fin presso una fessura orizzontale che si segue verso sinistra aggirando il masso strapiombante che forma la fessura stessa (eventuale sosta sul cordino nella clessidra al termine della fessura).
Aggirato il masso, si piega a destra entrando in uno scolo laterale che si supera facilmente scavalcando un breve saltino ed entrando così nel tratto finale del canale.
Nuovamente per neve si sale senza altre difficoltà sbucando sulla cresta Nord del monte Alben a poche decine di metri dalla vetta, che si raggiunge facilmente salendo a sinistra lungo il filo di cresta.
Discesa:
Ci sono diverse possibilità di discesa dalla vetta: qui descriviamo l'itinerario più sicuro per raggiungere il colle di Zambla, nonostante richieda qualche saliscendi in più.
Dalla vetta si torna per cresta all'uscita del canale e si prosegue lungo il filo in direzione Nord puntando all'evidente elevazione sormontata da una croce in ferro che si vede di fronte (cima della Croce). Rimanendo prevalentemente sul filo di cresta e con qualche occasionale discesa sul lato occidentale della montagna, si superano alcune elevazioni intermedie raggiungendo il valico ai piedi della cima della Croce. Qui si attacca direttamente il pendio meridionale della stessa sino a toccarne l'ampia e panoramica sommità.
Dalla vetta scendere lungo la cresta occidentale al sottostante valico e da qui entrare a destra nello stretto vallone che si apre a settentrione. Il vallone è piuttosto ripido nella parte alta e richiede attenzione.
Più in basso si sbuca presso una pista da sci da seguire sino all'albergo presso la stazione inferiore dello skilift. Appena a monte dell'albergo una pista da fondo conduce con percorso pressoché pianeggiante al colle di Zambla dove passa la strada che scende in val del Riso.