Le montagne dell'Appennino sono in genere un territorio ricco di sorprese per gli abituali frequentatori delle Alpi: ci si aspetterebbe un paesaggio mansueto e "mediterraneo" ed invece ci si trova a fare i conti con una rigidità climatica e un'abbondanza di neve di ben altri luoghi. I venti e l'umidità provenienti dal vicino litorale della Versilia raggiungono le vicine quanto fredde montagne ghiacciando ogni cosa.
Per questo motivo l'itinerario qui descritto, comunque da affrontare con neve assestata, segue una traiettoria a prima vista illogica: anzichè rimontare l'evidente cresta NO, ghiacciata e battuta da venti freddi, si sposta sul più riparato versante Nord e risale uno dei canaloni che lo solcano.
Molto bello il paesaggio durante la salita e l'ampio panorama godibile dalla vetta (in giornate limpide è possibile scorgere il profilo della Corsica e la penisola di Portovenere) e molto divertente la sciata nei canaloni del versante Nord.
Descrizione:
La strada più veloce per l'avvicinamento (più lunga, ma con meno tornanti) prevede di uscire dall'autostrada al casello Modena Nord, seguire le indicazioni per Sassuolo e da qui imboccare la SS486 che risale il fondo della valle del fiume Secchia. Appena prima di raggiungere il paese di Gatta, prendere un bivio a sinistra e seguire le indicazioni per Villa Minozzo. Per stradine decisamente tortuose continuare raggiungendo in successione Santonio, Coriano e infine Monte Orsano.
Parcheggiata l'auto alle spalle del paese, imboccare la stradina, chiusa al traffico in inverno, che sale con lieve pendenza in direzione del passo della Cisa. Inizialmente ci si muove a mezza costa sul versante della montagna e conviene attenersi alla strada; più in alto, invece, dove la pendenza diventa meno marcata, è più vantaggioso muoversi liberamente guadagnando quota in direzione Sud-Ovest.
Evitando di raggiungere il valico, tagliare in diagonale a sinistra puntando ad un traliccio dell'alta tensione. Rimontato il dolce filo di cresta sovrastante, si prosegue lungo di esso uscendo definitivamente dalla fascia boschiva.
Da qui il monte Cusna appare ben definito: a destra la regolare cresta occidentale, di fronte la serie di tre evidenti canali che solcano il versante settentrionale.
Ad inizio stagione e in tutti i casi di clima rigido, vento o neve ghiacciata, conviene salire lungo il più riparato versante Nord. In tal caso abbandonare l'ampia dorsale su cui ci si trova e scendere di una cinquantina di metri verso sinistra puntando alla base di un evidente e stretto canale.
Rimanendo sul fondo dello stesso se ne risale la prima parte, poco pendente, finchè, appena prima di uno strappo, non diventa possibile traversare a sinistra ed entrare in un secondo canale parallelo al primo ma più ampio. Con numerosi zig-zag si guadagna quota vincendo un tratto ripido (35°) che sbuca poco sotto la vetta. Traversando a destra si va a raggiungere la parte alta della cresta Ovest e, tramite di essa, di sale direttamente alla sommità della montagna.
Discesa:
Dalla vetta scendere direttamente sui ripidi pendii del versante Nord fino a raggiungere l'imbocco del canale seguito all'andata.
Scendere tutto il canale con entusiasmante sciata. Poco prima del suo termine è possibile traversare a destra ad un colletto e scendere in un altro canale, in basso più agevole, che si conclude presso un rado bosco.
Intuendo il percorso più logico, traversare a sinistra il torrente che sgorga dal canale e salire brevemente fino ad incrociare la strada seguita all'andata. Tramite di essa, eventualmente tagliando per prati dove il bosco lo concede, si ritorna a valle.