Il nome Resegone evoca quella lunga schiera di denti rocciosi che tutti coloro che sono passati da Lecco hanno ben in mente. Ogni dente è separato dagli altri da strette forcelle presso cui sbucano, dal versante lecchese, suggestivi canali a volte piuttosto impegnativi.
La via di salita qui descritta si inoltra lungo uno dei canali più semplici, comunque molto suggestivo e divertente se percorso in stagioni invernali abbondanti di precipitazioni nevose.
Il percorso non oppone difficoltà particolari e, in condizioni normali, può essere affrontato senza necessità di legarsi in cordata.
Al termine del canale, presso la forcella, un breve tratto di facile cresta di roccette conduce in breve alla croce presso la maggiore elevazione del Resegone (punta Cermenati).
Attacco:
Da Lecco si prende la nuova strada in galleria per la Valsassina che si percorre sino all'uscita per la funivia dei piani d'Erna. Dopo alcuni tornanti, si raggiunge il piazzale di partenza della funivia dove è possibile parcheggiare la macchina.
Il sentiero per il Resegone parte appena a monte della funivia (indicazioni per il rifugio Stoppani e segnavia n. 1): scesi brevemente ad una selletta, si continua su strada asfaltata sino ad un cancello dove si imbocca, a sinistra, un'agevole mulattiera.
Quasi subito si entra nel bosco procedendo a mezza costa in direzione Sud-Est ed aggirando le ripide falde del roccioso pizzo d'Erna (dopo circa 20' di percorso, sulla sinistra si stacca la deviazione per la via ferrata). Verso quota 800 m il bosco lascia spazio ad una bella contrada di case (baite Costa), con ampia vista sul sottostante lago di Lecco: qui il sentiero si biforca, ma le indicazioni per non sbagliare sono più che abbondanti.
Ora il percorsosi fa più ripido: lasciato a destra il rifugio Stoppani (890 m), con alcuni zig-zag nel fitto bosco si guadagna costantemente quota finchè, dopo aver vinto circa 600 metri di dislivello dalla partenza, si incrocia il sentiero a mezza costa che proviene dai piani d'Erna. Con pendenza più moderata si continua verso Sud (pericolo valanghe) raggiungendo, presso lo sbocco della val Comera, un bel terrazzo roccioso molto panoramico. Poco oltre si tralascia a sinistra la deviazione per la via ferrata Gamma 2, si prosegue per un centinaio di metri e, superato lo scolo del canale Cermenati, si raggiunge quello del canale Comera (i due canali sono separati da uno sperone roccioso alla cui base si trova una specie di armadietto metallico).
Descrizione:
Non è possibile risalire direttamente il fondo del canale Comera in quanto, un centinaio di metri dall'attacco, è interrotto da un salto verticale. Per questo motivo il sentiero estivo e, analogamente, il percorso da seguire in inverno, si sviluppa per un primo breve tratto dentro il canale per poi traversare a destra in un ramo secondario. Qui si sale per poche decine di metri finchè, in corrispondenza di un intaglio, è possibile tornare a sinistra rientrando definitivamente nel canale Comera al di sopra del salto.
A questo punto la salita prosegue più lineare alternando tratti poco ripidi (35°) a tratti più sostenuti (50°-55°). Con buon innevamento non affiorano saltini di rocce che comunque sono molto contenuti.
Presso l'uscita il canale diventa leggermente più ripido e anche l'eventuale cornice presente non dovrebbe causare problemi.
Piegando a destra, per facili roccette e passaggi di misto, si raggiunge brevemente la vetta della punta Cermenati, sormontata da una grossa croce in ferro.
Discesa:
La via di discesa più sicura si sviluppa lungo il percorso della via Normale da Lecco.
Dalla vetta scendere brevemente al sottostante rifugio Azzoni, in genere aperto tutto l'anno, posto presso il culmine del canalone di val Negra. La via normale divalla entrando nel canalone (inizialmente ripido, 45°) e discendendolo per un buon tratto rimanendo sul suo lato orografico destro.
Appena diventa possibile, la traccia traversa a destra, supera il bordo del canale e si infila in canaletto secondario, più stretto del precedente, che va disceso completamente (questo è il percorso usuale nella stagione nevosa: in estate si preferisce rimanere sul costone che divide i due canali). Al suo termine si traversa a destra e, a mezza costa, si torna presso lo sbocco del canalone di val Comera e ci si ricongiunge all'itinerario dell'andata.