Il monte Pradella è una montagna molto slanciata che domina la conca dei laghi di Valgoglio ed è ben visibile da quasi tutta la val Seriana. Nonostante le forme aguzze, la salita durante la stagione estiva è, per buona parte, piuttosto semplice. Solo le roccette terminali, comunque attrezzate con corda metallica, richiedono qualche semplice passo di arrampicata.
Qui si dà la descrizione della salita partendo dalla baita del Cernello; tuttavia per chi sale direttamente da Valgoglio conviene transitare per la capanna del Lago Nero collegandosi poi a questo itinerario nella sua parte superiore.
Descrizione:
Dalla baita del Cernello imboccare il sentiero 229 per il passo d'Aviasco. Superata la diga del lago Cernello, il sentiero sale in moderata pendenza a mezza costa sino ad un ripido salto roccioso che si vince direttamente tramite una serie di ripidi gradini. Poco oltre il percorso diventa pianeggiante e conduce direttamente nella piccola conca del lago Campelli basso, sovrastato dall'ardita diga a botte che dà origine al lago Campelli Alto.
Rimanendo sulla sponda idrografica destra (Sud) di entrambi i bacini, si sale per interessanti rocce levigate da antichi ghiacciai sullo sperone che divide il lago Campelli dal vicino lago Nero, quest'ultimo assai suggestivo per le tinte decisamente cupe delle sue acque.
Con una breve discesa si sfiora la riva settentrionale del lago Nero e si piega verso destra imboccando un canaletto di blocchi tra alte pareti rocciose. Questo canale conduce nella sovrastante conca del lago d'Aviasco, caratteristico per la sua piccola diga interamente ricoperta di pietra locale a secco. Raggiunto il bel manufatto, si abbandona il sentiero per il non distante passo d'Aviasco e si traversa la diga raggiungendone la sponda opposta.
Da questo punto la salita si sviluppa su terreno d'alta quota, talvolta segnato con ometti ma mai troppo evidente: diventa quindi sconsigliato proseguire con scarsa visibilità.
Per debole traccia di sentiero ci si dirige verso destra (a sinistra il sentiero più marcato conduce alla diga del lago Nero) salendo a mezza costa verso una specie di colletto che si deve raggiungere. Oltre il colletto, una bella conca sospesa ospita un paio di pozze d'acqua in un ambiente veramente idilliaco. Qui non farsi tentare dal raggiungere il filo della cresta a Sud, piuttosto traversare la conca e, rimanendo a mezza costa, salire leggermente a sinistra verso un colle della cresta stessa.
Giunti al colle (da dove è possibile scendere sull'opposto versante verso la zona della Capanna Lago Nero), inizia la salita vera propria alla vetta lungo il suo fianco Nord-Est, segnata di tanto in tanto da qualche ometto di sassi.
Su terreno via via più ripido si piega quindi a destra risalendo una specie di costone di erba e pietrame finchè non si raggiunge l'inizio di una valletta. Senza cambiare direzione ci si inoltra nella valletta che, nella parte alta, si fa più aperta e selvaggia, interamente coperta di detriti certamente deposti da un antico ghiacciaietto.
Qui, seguendo il regolare andamento del terreno e qualche grosso ometto, si piega gradatamente a sinistra (Sud) e si raggiunge un piccolo pianoro ai piedi della piramide terminale della montagna, dove ci si ricongiunge con il sentiero (segnato con bolli bianchi) che sale dalla capanna del Lago Nero. Il sentiero, con ripidi zig zag, risale velocemente il pendio erboso fin nei pressi della cresta terminale. Senza raggiungerla si traversa a sinistra e, per un breve tratto esposto ed attrezzato con catene, si giunge ad un intaglio roccioso. Usciti per un diedrino sulla sinistra, in breve si raggiunge la sommità della montagna.
Discesa:
E' consigliabile effettuare un bel giro ad anello scendendo al passo d'Aviasco.
Dalla vetta seguire i bolli che si inoltrano sulla cresta Ovest (indicazioni per il passo d'Aviasco) e scendere per facili roccette ad un intaglio. Traversato a destra per sfasciumi, si lascia a sinistra la traccia per la Valsanguigno e si prosegue facilmente rimanendo al di sotto del filo di cresta.
Giunti presso una forcella, si scende a destra in un canale molto infido che depone sui vasti ghiaioni alla base del monte Pradella. Sempre seguendo i bolli bianchi ci si inoltra nel ghiaione sbucando sull'ampia dorsale che collega il passo d'Aviasco alla cresta del monte Pradella.
Il passo d'Aviasco è in realtà formato da due valichi ben distinti: per tornare al lago d'Aviasco e alla baita del Cernello bisogna scendere al valico Est, che si raggiunge dall'alto tenendo la destra dell'ampia dorsale appena raggiunta.
Dal passo, per comodo sentiero, si cala rapidamente al sottostante e ben visibile lago d'Aviasco dove ci si ricollega all'itinerario dell'andata.