Il versante settentrionale dello Stup è caratterizzato da un evidente e regolare diedro che solca la parete in tutta la sua lunghezza. Questo diedro è interrotto da strapiombi molto pronunciati che lo rendono ancora più impressionante.
La via Forma Viva, dopo i primi tiri di avvicinamento, risale la parete sfruttando il diedro per tutta la sua lunghezza e vincendo gli strapiombi aggirandoli prima a destra e poi a sinistra.
Nonostante la chiodatura a spit, comunque non ravvicinata, la via rimane molto impegnativa e decisamente atletica. La roccia è ottima.
Per questo itinerario bisogna necessariamente segnalare alcuni errori riportati sulla guida di Paklenica: lo sviluppo non è di 180 m bensì di 350 (!), inoltre i due tiri segnati di 5a possono essere tranquillamente considerati di 5c/6a.
Attacco:
Dal parcheggio più alto, inoltrarsi nella gola di Paklenica seguendo l'ampia mulattiera che si sviluppa sul fondo della valle.
Superata la caratteristica spianata centrale, con alcuni tornanti si supera un tratto ripido (pannello illustrativo delle vie di arrampicata presso una curva) e si sbuca all'inizio della conca di Anica luka, ai piedi dell'imponente parete Nord-Ovest dell'Anica Kuk.
Sulla destra un cartello segnaletico indica un sentiero per raggiungere gli attacchi delle vie dello Stup e dell'Anika Kuk (Salesky, Trik, Mosoraski, Brahm ecc), nonchè del percorso della via Normale alla vetta dell'Anika Kuk stessa. Seguendo questo sentiero ci si porta alla base della parete che si costeggia da destra verso sinistra.
L'attacco di Forma Viva si trova prima della via Brahm (questa è riconoscibile per una targa in bronzo alla base), presso una placca fessurata con una pianta sotto la perpendicolare dell'evidentissimo diedro strapiombante che segna la direttrice di tutta la seconda parte della via.
Descrizione:
1° TIRO:
Salire la placca fessurata (spit nascosto vicino alla pianta) sino al suo termine e raggiungere per roccette semplici la sosta alla base di un diedro (35 m, IV-).
2° TIRO:
Rimontare il diedro articolato e traversare verso destra per blocchi fino ad un antro di roccia arancione dove si sosta comodamente (35 m, IV).
L'antro è caratteristico per via di un foro roccioso che permette di andare sull'altro versante dello Stup!
3° TIRO:
Rimontare la divertente placchetta successiva (a sinistra più facile, a destra più solida) in diagonale a sinistra uscendo dall'antro. Traversare ancora a sinistra per roccette articolate (30 m, V).
4° TIRO:
Ancora a sinistra sino all'imbocco di un diedro tecnico che permette di salire al terrazzino di sosta sotto il primo tetto (30 m, VI).
5° TIRO:
Il tetto viene vinto uscendo a destra in piena esposizione. Da qui si sale verticalmente seguendo una fessura con buoni appigli raggiungendo la base dell'imponente secondo tetto.
Con un traverso molto delicato ci si sposta verso destra (chiodi, possibile A0) fino ad uscire in placca. Sfruttando un'ottima fessura si torna verso sinistra e si raggiunge la sosta presso un aereo terrazzino al di sopra del tetto (45 m, 6b o 6a/A0).
La corda che si vede penzolare dall'alto è utilizzata per scendere in doppia dagli imponenti strapiombi della via Agricantus.
6° TIRO:
Sfruttando la fessura di destra, salire la liscia placca successiva fin sotto un altro tetto che si aggira traversando a sinistra. Al termine del traverso si entra in uno strettissimo diedro che deve essere risalito con difficile tecnica di opposizione (qui lo zaino è molto fastidioso) trovando qualche appiglio in fondo allo stesso. Sosta scomoda appesa (40 m, VI sostenuto).
7° TIRO:
Si prosegue nel diedro inizialmente su ottimi appigli e poi nuovamente su roccia più liscia che richiede tecnica di opposizione. Verso il termine del tiro si entra in una piccola grotta, usata come nido dai rapaci, da cui se ne esce con difficoltà anche per via della roccia sporca di escrementi. Sostare poco oltre (40 m, VI-).
8° TIRO:
Si continua ancora nel diedro in continua spaccata per roccia liscia e faticosa. Più in alto un tratto con marcate rigole d'acqua e pendenza via via inferiore segna la fine del diedro, da cui se ne esce verso sinistra e si va a sostare su comodo terrazzino presso una pianta (45 m, IV).
9° TIRO:
Andare a destra per rocce gradonate con erba e portarsi sulla spalla dello Stup, qui ampia ed adagiata. Raggiungere la sosta alla base di un muro strapiombante (45 m, III+).
10° TIRO:
Aggirare il muro traversando a sinistra, poi per rocce più semplici portarsi verso destra ad una sosta alla base di una ripida placca (35 m, V+).
Salire la bella placca in diagonale da destra a sinistra, poi traversare marcatamente a destra puntando al filo dello spigolo. Sosta su spuntone (35 m, V+ e III).
11° TIRO:
Direttamente sul filo dello spigolo per rocce articolate e verticali, poi via via più abbattute, sino alla cresta Sud dell'Anica Kuk (30 m, IV e II).
Discesa:
Si svolge lungo i pendii Sud-Occidentali dell'Anica Kuc, per tracce segnalate da ometti e bolli rossi e un tratto attrezzato con cavi metallici.
Dall'uscita della via, seguire i bolli rossi che conducono sull'ampia cresta di destra, in lieve discesa (se si va a sinistra si sale in vetta all'Anica Kuc).
Raggiunto un boschetto al limite della cresta, si scende a destra oltre la cresta secondaria del Veliki Kuc.
Per rocce e qualche ripido tratto attrezzato, si perde quota e si perviene, con un traverso a destra, alla sella che separa la vetta del Veliki Kuc dalla cresta principale dell'Anica Kuc. Si scavalca la sella e si prosegue sull'opposto versante, ancora con qualche tratto attrezzato con catene, fino a raggiungere i ghiaioni basali.
Ci si trova così nell'ampio vallone limitato dal Veliki Kuc e dallo Stup: ripidi zig-zag su terreno instabile portano a congiungersi alle tracce per le vie dello Stup, da seguire a ritroso (tratti attrezzati con cavi metallici) fino a ritornare alla mulattiera di fondovalle.