La Bramani-Ratti è senza alcun dubbio una delle vie di arrampicata più interessanti e frequentate non solo della Presolana, ma di tutte le Orobie. Generalmente dai climber locali viene considerata quale "gradino in più" rispetto all'altrettanto famosa via Longo sia per quanto riguarda la difficoltà che per la bellezza della salita.
Negli anni sono state tracciate diverse varianti che hanno rettificato il percorso originale rendendolo più impegnativo; combinando alcune di queste alternative è stata creata addirittura una via parallela (via della Madonnina)!
Ma la Bramani originale resta sempre il percorso più bello: solo la variante Scandella nel tratto superiore rende la salita ancor più interessante, a discapito però di una maggiore difficoltà (VI).
Attacco:
Dal bivacco Città di Clusone avvicinarsi alla parete meridionale della Presolana puntando a quel breve anfiteatro che si forma esattamente a sinistra dell'evidente spigolo Sud e che si raggiunge direttamente per roccette ed erba, scegliendo di volta in volta il passaggio migliore (I, II).
Sulla rampa a destra dell'anfiteatro attacca la via Longo allo spigolo Sud; la Bramani-Ratti si sviluppa invece sul primo pilastro a sinistra, separato dallo spigolo Sud da un profondo canale sfasciumoso (canale Salvadori).
L'attacco vero e proprio si raggiunge risalendo le prime roccette del pilastro sino ad una nicchia dove è attrezzata una sosta a chiodi.
Descrizione:
1° TIRO:
Rimanendo sullo spigolo destro del pilastro, affrontare le prime rocce (ch), traversare leggermente a sinistra e vincere direttamente una breve fessurina strapiombante (ch). Più sopra traversare a sinistra e sostare presso una grossa clessidra con cordini (35 m, V- e IV).
2° TIRO:
Rimontare direttamente la bella placca successiva sino ad una sosta a chiodi attrezzata per le calate in corda doppia. Traversare a destra riprendendo il filo dello spigolo e scalarlo direttamente per rocce più semplici sino alla sommità dell'avancorpo del pilastro. Sosta su spuntone (40 m, IV).
3° TIRO:
Scendere a sinistra e percorrere l'esile crestina che collega l'avancorpo al pilastro vero e proprio. Tramite fessura vincere la paretina successiva (ch) sostando presso un comodo terrazzino poco più sopra (25 m, III e IV+).
4° TIRO:
Qui il percorso non è obbligato: salendo più o meno in diagonale, puntare alla base del vago diedro giallastro posto in alto a sinistra, sotto ad un muro compatto. La sosta a chiodi è attrezzata alla base del diedro (40 m, IV).
5° TIRO:
Questo è il tiro più caratteristico ed interessante della via.
Traversando leggermente a sinistra, entrare nel diedro e risalirlo direttamente su spettacolare roccia compatta a buchi (vari chiodi). Al termine del diedro, sotto allo strapiombante muro di roccia compatta, traversare a destra e, sfruttando una provvidenziale lama staccata, raggiungere il limite destro del pilastro. Sosta su chiodi (35 m, V e V-).
6° TIRO:
Salire leggermente a destra aggirando uno spigoletto. Appena oltre lo spigolo attaccare una difficile fessura strapiombante (ch - eventuale passo in A0) che si risale per alcuni metri (clessidra) fin dove si adagia. Andando a sinistra, imboccare un camino più semplice (clessidra alla base) e sostare presso la comoda cengia al suo termine (40 m, V, 1 passo A0, poi IV).
Da questa sosta in poi, in parallelo al tracciato originale, si sviluppa anche la variante Scandella (VI), molto consigliabile, composta da 3 tiri di corda. Per chiarezza viene descritta in seguito.
7° TIRO (via originale):
Seguire la cengia verso sinistra raggiungendo una bella placca di rocce compatte che si supera in diagonale verso sinistra. Entrati in un caminetto risalirlo di alcuni metri sostando più in alto su comodo terrazzino. Sosta a chiodi (45 m, IV-, V- e IV).
8°, 9° TIRO (via originale):
Imboccare l'evidente ampio canale che si forma sopra la sosta e risalirlo per roccette senza percorso obbligato sbucando sulla cresta al culmine del pilastro su cui si è sviluppata la via (100 m, II e III).
7° TIRO (variante Scandella):
Dalla sosta salire verticalmente il bellissimo pilastro di roccia sanissima a buchi sino ad una lama rovescia (ch).
Traversare a destra sino ad una sosta da rinviare, poi salire più facilmente la placca di sinistra tornando sul filo del pilastro. Sosta a chiodi (40 m, V, VI e V-).
8° TIRO (variante Scandella):
Traversare sul lato sinistro dello spigolo e rimontare una divertente placchetta adagiata a buchi sostando poco oltre in una nicchia (25 m, IV).
9° TIRO (variante Scandella):
Salire leggermente a destra senza raggiungere il filo dello spigolo. Attaccare direttamente la bella placca sovrastante piegando leggermente a sinistra (clessidra) ed uscire superando un leggero strapiombo su ottimi appigli.
Imboccare il diedro successivo di roccia ottima (ch) e vincere direttamente lo strapiombetto al suo termine (ch) poggiando lievemente a sinistra. Sostare su spuntone appena oltre (35 m, IV, V e V+).
E' anche possibile raggiungere la 7° sosta della via Scandella dalla 7° sosta della via originale in modo da evitare il tiro più impegnativo della variante.
Dalla 7° sosta della via originale, traversare a destra (ch) e rimontare il camino di destra che brevemente conduce sul filo di cresta nei pressi della sosta della variante (20 m, IV).
RACCORDO PER LA VETTA DELLA PRESOLANA CENTRALE
Dall'ultima sosta della variante Scandella si percorre la cresta sommitale del pilastro, di roccia delicata, in direzione Nord per circa 80-100 m sino ad un salto verticale prima di un'ampia sella (II).
In questo punto si giunge anche dal termine del canale che caratterizza l'ultima parte della via originale.
Con una corda doppia di 10 metri già attrezzata su spuntone, si scende alla sella dove convergono due canali. Dal canale di sinistra proviene la via della Madonnina, mentre da quello di destra ci si può immettere nel canale Salvadori (in caso di emergenza il canale è attrezzato per calate in doppia, ma sono sconsigliabili per la possibile caduta di pietre).
Si prosegue per cresta affrontando con un tiro di coda una breve fessura in diagonale verso destra (IV, ch), poi si prosegue più facilmente tornando sul filo di cresta che conduce all'imbocco di un un ampio canale di roccette ed erba.
Risalito facilmente il canale (I, II), si sbuca sul filo della cresta principale della Presolana: la vetta Centrale, individuata da una croce in ferro, si raggiunge in pochi minuti camminando sulla cresta in direzione Est.
Discesa:
Le soste della via sino alla 6° e poi quelle della variante sono attrezzate per una discesa in corda doppia.
Se si è deciso di salire sino in vetta alla Presolana Centrale, percorrere in direzione Est la cresta principale (ometti, bolli rossi) calando con un'eventuale breve corda doppia all'intaglio da cui si origina il canalone Bendotti.
Percorrere senza difficoltà il canalone in discesa (picozza ad inizio stagione, altrimenti prestare attenzione al fondo instabile di sassi). A circa metà percorso il canale è interrotto da un salto verticale che si supera con una corda doppia (anelli resinati sul lato sinistro scendendo del canale), poi il percorso torna facile fino alla base della parete.
Qui si incrocia la traccia di sentiero proveniente dalla bocchetta del Visolo che in breve conduce nuovamente alla base dello spigolo Sud, nei pressi del bivacco Città di Clusone.