La parete Nord del monte Pasquale è uno dei più classici e più frequentati itinerari alpinistici del bacino dei Forni. Tanta popolarità è dovuta senz'altro alle difficoltà abbordabili della via di salita, al comodo accesso dal rifugio Pizzini e allo splendido panorama godibile dalla vetta.
A dire il vero, dell'originale massa glaciale che componeva il versante settentrionale di questa montagna rimane ben poco: attualmente i tre quarti della via si sviluppano in uno stretto canale che sfocia in un candido lenzuolo bianco solo nella parte alta.
Il tratto più ripido della salita, molto prossimo ai 60°, si trova proprio nel punto in cui il canale si apre a ventaglio sfociando nella calotta terminale.
Attacco:
Dal rifugio Pizzini, per tracce, dirigersi in direzione Est sulle instabili morene deposte dal ghiacciaio del Pasquale durante le sue fasi di massima espansione.
Traversato il torrente che si origina dalla lingua glaciale, raggiungere il bordo sinistro (destra salendo) della vedretta e risalirlo verso Sud finchè non diventa possibile mettere piede sulla ripida morena alla base della parete Nord del monte Pasquale. Con faticosi zig-zag si vince la morena sbucando, al suo culmine, presso l'inizio dell'alto circo glaciale scavato dal ghiacciaio della parete Nord del Pasquale.
Per neve e generalmente per resti di valanga, si punta facilmente all'inconfondibile imbocco del canale che solca la parete Nord e che caratterizza la maggior parte della via di salita.
Descrizione:
Risalire tutta la prima parte del canale senza grosse difficoltà (pendenza sui 45°) e generalmente su neve. Più si sale, in anni di scarse precipitazioni nevose o a stagione avanzata diventa facile trovare placche di ghiaccio.
Dopo tre quarti di salita il canale raggiunge la massima pendenza (60°) e si apre a ventaglio: qui sono possibili due alternative. O si prosegue dritti in aperta parete (maggiori difficoltà), o si piega a sinistra rimanendo prossimi alle rocce sino a sbucare sull'ampia e nevosa cresta Nord del monte Pasquale.
Per l'uno o per l'altro itinerario, presso l'uscita della via la pendenza diminuisce gradatamente sino a sbucare sulla breve crestina nevosa sommitale che conduce direttamente in vetta.
Discesa:
Per la via normale.
Dalla vetta abbassarsi in direzione Est rimanendo a sinistra della cresta sino al sottostante colle del Pasquale, ampia insellatura che divide il monte Pasquale dal vicino monte Cevedale.
Tagliando a sinistra (Nord), per un ripido pendio di neve si scende brevemente sul plateau sottostante (vedretta di Cedèc) lasciando sulla destra i seracchi e le tracce per il monte Cevedale.
Percorso tutto il plateau in direzione Nord, superare un tratto ripido della lingua glaciale tagliando in diagonale da sinistra a destra. Dopo un ulteriore breve pianoro e si è infine all'ultimo scivolo nevoso che segna la fine del ghiacciaio.
Per ghiaie instabili, tagliare a sinistra e rimanere a valle della collinetta presso cui sorge la teleferica per il rifugio Casati. Sempre su terreno disagevole si scende sino ad incrociare la strada sterrata che collega il rifugio Pizzini alla teleferica e, tramite di esso, si torna brevemente al rifugio.