Splendida gita nella solitaria e selvaggia valle di Belviso.
La parte sciistica, con un tratto in un fitto bosco e un altro su pendenze elevate, è piuttosto impegnativa; in compenso il tratto di cresta da percorre a piedi per raggiungere la vetta non oppone nessuna difficoltà.
Nonostante la strada per la diga di Frera sia chiusa al traffico dalla centrale di ponte Ganda in poi, conviene comunque iniziare la gita dai pressi della diga: in caso contrario si dovrebbero infatti calcolare un paio di ore di salita in più.
Descrizione:
La diga di Frera al lago di Belviso si raggiunge percorrendo una stradina asfaltata che inizia circa un km dopo il paese di Aprica in direzione della Valtellina. La stradina, inoltrandosi per un buon tratto a mezza costa sul versante orografico destro della valle di Belviso, ne raggiunge il fondovalle in prossimità della centrale di ponte Ganda (915 m), dove è possibile parcheggiare.
Proseguendo oltre ci si addentra nella valle sino al termine della strada, nei pressi di ponte Frera ai piedi della diga omonima (1373 m).
Traversato il ponte sul canale di scarico della diga, si traversa la piana sull'opposto versante della valle, attrezzata ad area di picnic, e si procede in piano verso sinistra sino ad una grossa fontana in pietra con abbeveratoio. Da qui imboccare la valletta che si apre a destra e, cercando un varco tra la fitta vegetazione, guadagnare circa 100 metri di quota sino ad incrociare un camminamento pianeggiante. Seguendo il camminamento in direzione della diga per alcune centinaia di metri si individua una seconda valletta, più aperta, che permette di progredire con maggiore facilità.
Nella parte superiore la valletta è interrotta da una fascia rocciosa: si prosegue quindi gradatamente verso sinistra fino a sbucare al termine del bosco presso la piana di malga Nembra (m 1.807), all'inizio della valle del Latte.
Rimanendo inizialmente sul versante orografico sinistro, si risale la valle portandosi gradatamente sul suo centro e puntando direttamente all'alveo ai piedi di un evidente dente roccioso. Da questo punto inizia il tratto più delicato della salita, su ripidi perndii esposti che richiedono neve ben assestata.
Con frequenti zigzag si affronta direttamente il versante a destra (salendo) dell'alveo, cercando di rimanere sulla sinistra dell'aperta valletta che culmina al sovrastante colle di Nembra. Più sopra, conviene traversare leggermente verso sinistra per proseguire la salita su terreno più mosso e quindi meno soggetto al rischio valanghe.
Lasciati gli sci al culmine del pendio, presso il colle di Nembra, si procede a piedi lungo la cresta a sinistra raggiungendo con facilità la vetta del monte Nemba.
Discesa:
Per l'itinerario di salita.