Itinerario molto impegnativo sia per la lunghezza che per il notevole dislivello, eventualmente effettuabile in due giorni pernottando al rifugio Larcher (2608 m), generalmente aperto per la stagione scialpinistica in Aprile.
Si raggiunge la vetta del Cevedale per il suo versante meno noto, risalendo un vallone post-glaciale e una lingua secondaria del ghiacciaio di La Mare senza incontrare particolari difficoltà. Il ghiacciaio presenta tuttavia alcuni insidiosi crepacci nel ripido tratto che conduce al colle tra le due vette del Cevedale.
Descrizione:
Da Fucine, in val Vermiglio, imboccare la laterale val di Pejo e risalirla sino al paese di Cogolo. Da qui seguire le indicazioni per la Malga Mare (1972 m) che si raggiunge dopo una decina di Km sfruttando la strada asfaltata dell'ENEL per la Centrale di Malga Mare.
Parcheggiata l'auto nel piccolo spiazzo di fronte alla centrale, si inizia la gita salendo in direzione Nord (indicazioni per il rifugio Larcher).
La prima parte della salita è piuttosto disagevole per via del pendio scosceso e del bosco: per questo motivo è consigliabile attenersi al tracciato del sentiero estivo che prende quota zigzagando lungo il versante orografico sinistro della valle (Est).
Superato un salto roccioso, si piega nuovamente in direzione Nord raggiungendo in breve la bella piana Venezia, da dove è già possibile scorgere la lontana vetta tondeggiante del Cevedale.
Continuando in lieve pendenza entro il solco principale della valle si perviene al rifugio Larcher; tuttavia, se non si intende pernottare al rifugio, è più conveniente, raggiunta la fine della piana, risalire la valletta secondaria appena a sinistra che sfocia nel sovrastante vallone postglaciale scavato dalla vedretta de La Mare.
Ci si inoltra nel vallone pianeggiante rimanendo alquanto discostati dalla morena orografica destra, molto instabile e pericolosa, finchè la valle non piega marcatamente verso Ovest. Senza seguirne l'andamento, proseguire ancora verso Nord risalendo il ripido pendio appena a monte della morena raggiungendo il sovrastante pianoro (qui ci si ricongiunge alla traccia che proviene dal rifugio Larcher).
Dal pianoro ci si dirige ora gradatamente verso Ovest puntando all'evidente solco vallivo scavato da una lingua secondaria della vedretta de La Mare: inizialmente su terreno postglaciale e poi sul ghiacciaio vero e proprio, si sale ripidamente fin sul bellissimo plateau della vedretta de La Mare, circondati dalle cime del Vioz, del Palon de La Mare e delle due cime del Cevedale.
Rimanendo sulla destra (salendo), si costeggia in lieve pendenza la rocciosa bastionata della Cima Cevedale (o Zuffalspitze) fino a raggiungere la base del pendio nevoso che culmina al colle tra il monte e la cima Cevedale. Prestando attenzione ai crepacci, si sale al colle da dove, con un lungo ed esposto traverso verso destra, si guadagna la vetta del monte Cevedale.
Discesa:
Per l'itinerario di salita.