Bellissima traversata scialpinistica che permette di visitare da vicino tutto il settore centrale del Catinaccio, raggiungendo anche una quota panoramicamente interessante.
Nonostante il dislivello non eccessivo, tenere in considerazione il notevole sviluppo dell'itinerario (circa 20 km) e valutare accuratamente la stabilità del manto nevoso, sopratutto nel tratto tra il rifugio Principe e il passo di Dona.
Descrizione:
Da Vigo di Fassa salire in funivia sino a Ciampedie (1997 m).
Scendere lungo la pista da sci in direzione nord raggiungendo la stazione intermedia degli impianti di risalita, a circa 1850 metri di quota. Messe le pelli di foca, imboccare la stradina che parte alle spalle della seggiovia in direzione della località Gardeccia (indicazioni del tracciato per ciaspolisti).
In leggera pendenza il percorso traversa un bel bosco piegando gradatamente verso Nord-Ovest: giunti a quota 1950 si esce dal bosco entrando nella bella piana del rifugio Gardeccia, da dove si coglie in modo ottimale l'imponente parete Sud-Est del Catinaccio.
A Gardeccia giunge pure la strada sterrata che proviene da fondovalle e che prosegue sino al dosso su cui sorge il rifugio Vajolet. Imboccata la sterrata, si prosegue tramite di essa in direzione della parete del Catinaccio. Alcuni ripidi tornati permettono di salire al dosso del rifugio Vajolet (2243 m), posto esattamente allo sbocco del vallone del Catinaccio e al cui centro svettano le inconfondibili torri del Vajolet.
Proseguire ora in direzione Nord rimanendo sul fondo della valle principale: il percorso non è difficile e si mantiene sempre suggestivo per via del paesaggio via via più selvaggio. La valle culmina presso il passo Principe, immediatamente a sinistra del monolite del Catinaccio di Antermoia e ben riconoscibile per via del piccolo rifugio costruito proprio sul valico. Senza raggiungerlo, tagliare diagonalmente a destra ed imboccare il ripido canale che sale alla base della parete Sud-Ovest del Catinaccio di Antermoia: questo è il tratto più delicato della traversata, che richiede neve assolutamente stabile.
Al culmine del canale un breve pendio più aperto conduce al falso passo di Antermoia, posto esattamente a Sud del Catinaccio di Antermoia. Il vero passo di Antermoia, che permette di accedere alla conca del lago omonimo, si raggiunge dopo un breve traverso verso Nord-Est rimanendo il più possibile vicini alle pareti del Catinaccio.
Dal passo una piacevole digressione consente di guadagnare la cima di Larsec, alpinisticamente facile e poco rilevante ma interessante balcone panoramico sulle altre montagne del gruppo.
Senza percorso obbligato si sale, sci ai piedi, il facile pendio a destra (Est) del valico puntando all'ampia insellatura sovrastante appena a sinistra della cima. Se c'è neve si può proseguire ancora con gli sci piegando a destra sull'ampia cresta che in breve conduce in vetta.
Tornati al passo di Antermoia, si prosegue la traversata scendendo nel bel vallone che si conclude presso la caratteristica conca del laghetto di Antermoia, a circa 2500 metri di quota. Questa conca è in realtà una dolina poichè, per uscirne, è necessaria una breve risalita sino al colletto dove sorge il rifugio Antermoia (2497 m).
Dal rifugio è ben visibile verso Nord-Est l'ampio valico di Dona: rimesse le pelli si compie con attenzione un altro delicato traverso appena alla base delle sovrastanti pareti sino a raggiungere, dopo una breve salita, l'insellatura (2516 m).
Il passo è estremamente panoramico: con un solo colpo d'occhio si abbracciano i gruppi montuosi delle Odle, del Sassolungo, del lontano Pelmo, della massiccia Marmolada e delle capricciose cuspidi delle Pale di San Martino.
Discesa:
Dal passo di Dona, messe definitivamente le pelli nello zaino, si attacca l'interessante discesa nella sottostante valle di Dona. La sciata si svolge nel centro della valle traversando progressivamente verso sinistra sino a raggiungere il laterale passo di Duron, tramite il quale si accede nell'ampia valle omonima.
Su terreno piuttosto ripido si prosegue la discesa puntando ad un dosso proteso verso il fondovalle. Raggiuntolo, conviene rimanere sul lato sinistro sino ad individuare una stradina sterrata che con tutta facilità permette di vincere un tratto ripido e boscoso fino alla conca del rifugio Micheluzzi. Dal rifugio, sfruttando la strada sterrata di accesso, si scende velocemente sino a Campitello.