La Grignetta è un'interessante palestra di alpinismo anche nella stagione invernale: quando la neve diventa sufficientemente trasformata, i classici itinerari di cresta e i vari canaloni che serpeggiano tra le guglie rocciose diventano imperdibili terreni di gioco per picca e ramponi.
L'itinerario descritto punta alla vetta della montagna risalendo il canalone Pagani, immediatamente riconoscibile perchè caratterizzato dalla famosa ed unica scaletta del sentiero della Direttissima. Si tratta di un canale non difficile e caratterizzato da un paio di saltini rocciosi. La parte alta, più incassata, è anche leggermente più ripida, sempre comunque al di sotto dei 50°.
Per la discesa, anzichè la solita e monotona cresta Cermenati, si propone la più divertente cresta Sinigaglia che, con neve, diventa varia e un po' più impegnativa.
Attacco:
Raggiunti i piani Resinelli, proseguire lungo la prima strada a destra sino al piccolo parcheggio dove termina il tratto asfaltato. Risalito brevemente il sentiero a monte del parcheggio, si raggiunge lo storico rifugio Porta, preziosa base d'appoggio a bassa quota.
Dal rifugio si continua lungo il sentiero ben marcato che conduce ad un bivio proprio all'inizio della cresta Cermenati della Grignetta: lasciando a destra il sentiero che la risale, proseguire lungo quello di sinistra che procede a mezza costa verso Ovest (indicazioni per il sentiero della Direttissima).
Con pendenza moderata si guadagna gradatamente quota, mentre il panorama diventa via via più ampio spaziando dal sottostante lago di Como, all'inconfondibile muraglia himalayana della parete Est del monte Rosa.
Un breve tratto roccioso messo in sicurezza da alcune corde fisse e qualche piolo preannuncia l'imminente canalone Pagani, da cui il sentiero ne esce per mezzo di una verticale scala metallica. Alla sua base si trova l'attacco per il canalone.
Descrizione:
Risalire il canale, incontrando quasi subito un saltino roccioso formato da un blocco incastrato che si supera scalando sulla destra un muretto generalmente ghiacciato di pochi metri.
Si continua più facilmente sino al secondo saltino, meno marcato del precedente, al di sopra del quale il canale si apre quasi a conca e perde di pendenza.
Salire senza difficoltà un centinaio di metri puntando alla prosecuzione del canale che si apre a sinistra. Questi è più incassato del precedente, ma si risale comunque facilmente sbucando al suo termine alla base del breve pendio che conduce sul filo della cresta Cermenati. Questo tratto può essere più o meno ripido a seconda della presenza e dimensione di eventuali cornici; generalmente il pendio non supera comunque i 50°.
Una volta sbucati in cresta (ci si trova poco distanti dall'uscita del sentiero Cecilia), si prosegue verso la vetta della Grignetta percorrendo facilmente il sentiero della cresta Cermenati.
Discesa:
La via più facile e diretta consiste nel percorrere a ritroso la traccia della via Normale lungo la cresta Cermenati.
Una variante molto più divertente, anche se più lunga, sfrutta invece la cresta Sinigaglia.
Dal bivacco presso la vetta della Grignetta scendere in direzione Est incontrando da subito un muretto verticale con buoni appigli e attrezzato con una corda fissa. Un breve tratto di cresta facile conduce all'imbocco di un canaletto (corde fisse) al termine del quale si giunge presso un colletto con un cartello segnaletico.
Scendere a destra aggirando verso Sud l'elevazione sovrastante per poi tornare nuovamente sul filo di cresta. Si continua senza particolari difficoltà sino al monolite del Terzo torrione Magnaghi (ben riconoscibile per la croce in ferro sulla vetta). Qui si devia in un canale sul versante Nord, tagliando poi a destra in corrispondenza di una corda fissa (passaggio del Gatto).
Più avanti, scende verso destra una traccia che punta al sottostante canalone Porta anche se, in caso di abbondante innevamento, è più consigliabile proseguire per cresta.
Si continua su difficoltà via via più facili finchè la cresta non diventa del tutto arrotondata. E' possibile scendere direttamente sino al suo termine; tuttavia, quando la pendenza della montagna lo consente, è più opportuno, con neve stabile, tagliare a destra passando al di sotto del torrione Fiorelli scendendo senza percorso obbligato sino alla strada sterrata sottostante.