La via Taveggia è uno degli itinerari storici tracciati sull'imponente parete della Corna Medale; un tempo frequentatissima, oggi risente dell'eccessiva usura presentando tutti i passaggi duri decisamente unti.
Per questo motivo, nonostante la via abbia subito l'intervento di richiodatura a resinati, il percorso è ormai poco consigliabile. Inoltre, nei tiri facili, la roccia richiede attenzione per via di qualche tratto poco solido.
Attacco:
Da Lecco imboccare la vecchia strada per la Valsassina raggiungendo il rione di Laorca. Appena oltre il nucleo di case, in prossimità di un curvone verso destra, prendere una strada a sinistra che conduce presso le case più alte del paese e seguirla fino al parcheggio (strada senza uscita).
Dal fondo del parcheggio prendere il sentiero verso destra per il Medale, che costeggia prima il cimitero, scende un poco con alcuni scalini e prende a destra, dirigendosi chiaramente verso la Corna (seguire l'indicazione Ferrata Alpini del Medale). Raggiunta una strada cementata, seguirla in salita verso destra fin presso uno spiazzo: qui un cartello segnaletico indica sia il sentiero per la vetta del Medale (a destra) che quello per la ferrata (a sinistra). Seguendo quest'ultima traccia, salire leggermente verso sinistra raggiungendo in breve la base della parete.
Dal sentiero principale si dipartono di volta in volta sulla destra le tracce per giungere agli attacchi delle vie: quella per la via Taveggia è abbastanza evidente e si trova all'inizio della parete (nome della via in vernice presso l'attacco).
Descrizione:
1° TIRO:
Rimontare un facile speroncino roccioso e, al suo termine, proseguire per cengia con vegetazione verso sinistra sino alla base di un diedro (35 m, III+).
2° TIRO:
Salire la prima parte del diedro e, appena possibile, traversare a sinistra continuando più facilmente per rocce a gradoni (40 m, IV+).
3° TIRO:
Proseguire verticalmente per facili diedrini giungendo alla base del primo dei due tiri caratteristici della via (30 m, IV+).
4° TIRO:
Risalire un elegante diedro con fessure ai due lati; questo tratto sarebbe molto bello ma è decisamente unto. Più sopra traversare a destra e per placca liscia e delicata raggiungere la sosta (40 m, VI+ o V+/A0).
5° TIRO:
Facilmente salire un diedro e le successive rocce rotte sino all'inizio della cengia mediana (30 m, IV+ e III+).
Possibilità di abbandonare la via salendo la cengia verso destra con passi di III.
6° TIRO:
Rimontare verticalmente le successive rocce lavorate (25 m, IV e V-).
7° TIRO:
Una breve rampa povera di appigli conduce alla base della "nicchia", il passaggio chiave della via. L'uscita strapiombante opporrebbe difficoltà di 6b, ma la roccia è completamente consumata e quindi in genere si esce in A0.
Segue una placca a buchi, poi con difficoltà si traversa a sinistra (45 m, V e VII+ o V/A0).
8° TIRO:
Traversare in esposizione a destra, poi salire verticalmente e, dopo aver vinto un duro passaggio comunque azzerabile, traversare leggermente a sinistra puntando ad un evidente diedro. Salire tutto il diedro sostando su un terrazzino a sinistra (45 m, V, VII- o A0 e V).
9° TIRO:
Ancora con difficoltà si sale una difficile placca, poi si traversa a destra sino alla base di un diedro. Risalire il diedro con passi faticosi, poi uscire a destra dove si sosta (40 m, VI-, V+ e V).
10 TIRO:
NON seguire in verticale la logica prosecuzione dei diedri (si finisce su rocce marce), ma traversare a destra ed imboccare un canalino di rocce erbose che porta in cresta (25 m, IV).
Discesa:
Presso l'uscita della via si diparte verso Nord una traccia di sentiero, a volte attrezzata con catene, che permette di perdere velocemente quota entrando nel canalone detritico posto tra la Corna Medale e l'adiacente pizzo Boga.
Raggiunto il fondo del canalone in breve si ritorna alla stradina di cemento poco prima degli attacchi delle vie.