Cima Grande di Lavaredo, Via Dibona


25 ago 2007
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26 ago 2007

Non credo di essermi ancora completamente abituato all'imponenza delle Dolomiti.
Beh, certamente sapevo anche prima di partire che cosa mi sarebbe aspettato -chiunque ha visto almeno in cartolina l'impressionante profilo delle Tre Cime- tuttavia, già mentre stiamo aggirando il versante meridionale della montagna per poter accedere alla forcella di Lavaredo, la vista di quegli appicchi così improbabili mi lascia comunque piuttosto sconcertato.
Poi arriviamo al valico e allora, come d'incanto, si alza il sipario sul tanto osannato versante Nord.
E' vero, è imponente proprio come lo si racconta!
Da qui in poi usciamo dal ruolo di turisti: solo chi è diretto ad una via di arrampicata riconosce, sulla sinistra, una traccia nei ghiaioni che niente ha a che vedere con la sterrata super-battuta che passa dal valico e che si dirige al rifugio Locatelli.
Ghiaioni, scivolamento all'indietro sui ghiaioni, facile individuazione dell'attacco a causa del notevole affollamento alla via, preparazione del materiale, legatura, estrazione a sorte di chi deve partire con queste condizioni climatiche da frigorifero, un'ultima lettura della relazione e poi via!
Procediamo bene lungo tutta la prima parte; lungo la seconda ci atteniamo molto al filo dello spigolo, ma iniziamo a perdere tempo anche per via delle altre cordate che arrampicano contemporaneamente a noi. Nella parte alta le relazioni che abbiamo iniziano a dare indicazioni discordanti tra loro e quindi, nel dubbio, ci tracciamo una via di salita personale con tanto di chiodatura delle soste.
Alla fin dei conti, sono quasi le cinque quando sbuchiamo sulla tanto sospirata cengia mediana (ok, è vero, l'orario è vergognoso ma, a nostra parziale discolpa, c'è da dire che, per via del freddo, abbiamo iniziato ad arrampicare alle nove di mattina passate).
La soddisfazione è certamente notevole, ma purtroppo, vista l'ora, dobbiamo rinunciare alla vetta. In compenso la discesa lungo la via Normale fila via liscia e ci regala un impagabile tramonto sulle Dolomiti circostanti. Un altro bellissimo ricordo della montagna!

Per quanto riguarda la logistica della gita, è possibile pernottare sia al rifugio Auronzo che al vicino rifugio Lavaredo: in particolare all'Auronzo termina la strada asfaltata a pagamento che sale dal lago di Misurina.
Poichè il pedaggio è di ben 20€ a vettura, noi abbiamo preferito organizzarci in questo modo: partenza da Bergamo di sabato pomeriggio, cena in un locale di Cortina (noi abbiamo provato la pizzeria Il Ponte, consigliabile), salita lungo la strada a pagamento dopo le 20 di sera (quando la sbarra è alzata...) e sistemazione in tenda nel bosco a lato della strada.


Bellezza:
Partecipanti:
Roberto, David
Meteo:

Cima Grande di Lavaredo - spigolo Dibona (2999 m) (click per visualizzare la relazione)

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