Weekend di arrampicata al Corno Stella


09 ago 2007
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12 ago 2007

Sono d'accordo con Roberto per organizzare, nei miei ultimi quattro giorni di ferie, una bella trasferta Alpina alla scoperta di qualche bella parete da scalare: la meta prevista sono le Dolomiti.
Invece, mentre ancora stiamo cercando informazioni sulle vie da affrontare, le previsioni meteorologiche non danno adito a dubbi: in questo inizio di Agosto tutto il Nord Italia, in particolare proprio la regione dolomitica, resterà completamente a mollo. Che fare?
Batto a tappeto tutti i siti di meteorologia dell'arco alpino finchè, giunto su quello delle Alpi Marittime, si accende una speranza: probabilmente in provincia di Cuneo potremo sfuggire ai temporali!
E così, dopo un viaggio tutt'altro che breve, mi ritrovo inaspettatamente, dopo solo una settimana, nuovamente ai piedi dell'Argentera, a risalire con uno zaino ben generoso il vallone che conduce al rifugio Bozano, ai piedi del Corno Stella.

Venerdi
Il risveglio ci coglie con uno spettacolo inatteso: il cielo è coperto di spesse nuvole ed è possibile intuire che, durante la notte, da un centinaio di metri al di sopra del rifugio in poi è stata neve... i nostri progetti arrampicatori crollano in un istante!
Il rifugista Massimiliano ci suggerisce comunque di sgranchirci le gambe raggiungendo la sovrastante quota 2710 all'inizio della cresta delle Guide e da qui, in base all'evolversi della situazione, decidere se attaccare le creste o tornare a valle. Una volta guadagnata questa quota, il cielo ancora imbronciato non lascia però dubbi e così ce ne torniamo al rifugio per pranzare.
Nel pomeriggio si alza però il vento e tra le nuvole inizia a farsi strada il sole: bene, è l'occasione giusta per prendere confidenza con questo luogo arrampicando sulla piacevole Super Ellena, completamente rivolta a Sud.
Dalla cuspide al termine della via, non possiamo evitare di rimanere stupiti di fronte all'imponenza del dirimpettaio Corno Stella, la nostra prossima meta.

Sabato
La fregatura del Corno Stella è che la sua parete arrampicabile è esposta a Sud Ovest: bisogna scordarsi il sole almeno fino alle dieci del mattino! Ci manca giusto la burrascata del giorno precedente per intorpidire del tutto le nostre buone intenzioni di uscire presto dal rifugio: al diavolo, siamo in vacanza, chi si vuole tirare matto?
Risultato, iniziamo a scalare la moderna Rabdomante che è già piuttosto tardi. Tuttavia l'itinerario è piacevole e ben protetto e così in tempi ragionevoli ci ritroviamo sulla cengia mediana che permette di accedere al nostro vero obiettivo: la classica via De Cessole.
Qui, dove lo stile di salita e la chiodatura cambiano nettamente, ci attende una bella sospresa: la fessura-diedro del primo tiro è liscia ed umida e si rivela un IV grado piuttosto cattivello. Così, una volta giunti in sosta, iniziamo a dubitare di voler proseguire. Non conosciamo la zona e questo primo tiro, all'apparenza innocuo, ci ha già dato una certa "pettinata"! Poi bisogna fare i conti con il tempo che passa e col fatto che sopra di noi ci sono ancora otto tiri di corda piuttosto tortuosi e da ricercare. Però insomma... abbiamo fatto tanti chilometri per venire fin qui, sarebbe un vero peccato rinunciare alla vetta!
Ripartiamo più agguerriti: scaliamo il famoso traverso, poi quel tratto tortuoso dove molti si perdono, il successivo tiro chiave del "malovais pas" che Robi supera senza difficoltà e altri caratteristici passaggi fino al curioso plateau sommitale. Stretta di mano e complimenti per questo nuovo traguardo raggiunto!
Fatichiamo un poco a trovare gli anelloni per le doppie, ma alla fine riusciamo perfino ad individuare quelli ottimali per la discesa più veloce.
Ehmmm, tutto bene quindi, tranne per il fatto che, guardando verso Ovest, il sole sta giusto tramontando in questo momento... Pazienza, ci faremo la discesa al rifugio utilizzando la pila frontale, tanto oggi non dobbiamo tornare a casa!

Domenica
E' già l'ultimo giorno di vacanza. Per oggi abbiamo in mente di fare del trekking percorrendo la traccia di sentiero che collega il rifugio Bozano al rifugio Remondino. Salutato Massimiliano, ci dirigiamo verso Sud lungo le infinite pietraie che cingono le basi della Serra dell'Argentera. E' una traversata a mezza costa molto piacevole, con alcuni saliscendi che conducono a bocchette aeree e panoramiche.
Siamo così lontani, ma per un istante questi luoghi ci riportano inequivocabilmente alle nostre Orobie, ai nosti laghetti, agli animali così numerosi ed addomesticati che si lasciano avvicinare sul sentiero... Potremmo essere sul Simal, quando la vista si apre sulla selvaggia cima di Nasta al vertice della valle di Assedrass!
Al rifugio Remondino ci dedichiamo al recupero delle energie con un curioso piatto di "Stuzzichini della valle"... ottimo!

Ora non resta che la discesa: come ogni volta, lentamente, è un ritorno alla vita di tutti i giorni, dove arrampicarsi esula dal contesto normale e le infinite pareti di roccia, la frescura dei boschi, il fischio delle marmotte e la neve scintillante appena caduta diventano esclusivo appannaggio delle fotografie che ci siamo portati a valle.


Bellezza:
Partecipanti:
Robi, David
Meteo:

Gias delle Mosche, Rifugio Bozano (2453 m) (click per visualizzare la relazione)

Punta Ghigo - via Super Ellena (2800 m) (click per visualizzare la relazione)

Corno Stella, avancorpo - via Rabdomante (2800 m) (click per visualizzare la relazione)

Corno Stella - via De Cessole (3050 m) (click per visualizzare la relazione)

Traversata rifugio Bozano - rifugio Remondino (2600 m) (click per visualizzare la relazione)

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