Con Serra dell'Argentera si intende l'intero complesso cristallino che fa capo alle maggiori vette di tutte le Alpi Marittime. Spiccano in particolare tre punte: le cime Sud e Nord dell'Argentera vera e propria e il più defilato monte Stella. Senza alcun dubbio la vetta più frequentata, ed anche la più alta, è la cima Sud, ben riconoscibile dalla grande croce in ferro posta alla sua sommità e punto di arrivo della famosa via Normale per la cengia della parete Est.
La cresta Sigismondi qui proposta è una piacevole e consigliabilissima alternativa alpinistica alla via Normale; senza eccedere in gradi elevati (max qualche passo di III+), impegna in una lunga ed aerea cavalcata toccando alcune vette intermedie.
La roccia è discreta nei tratti facili e poco esposti, mentre diventa ottima nei punti più aerei ed affilati.
Attacco:
Dal rifugio Remondino seguire la traccia di sentiero per il passo dei Detriti che si snoda lungo il ghiaione alle sue spalle. Il percorso è reso evidente da qualche ometto e qualche segnavia.
Dopo un breve tratto più ripido ed erboso si perviene nella conca compresa tra la forcella Freshfield a sinistra e il passo dei Detriti a destra: abbandonata la traccia segnalata si piega a sinistra puntando alla forcella Freshfield (2820 m) che si raggiunge senza percorso obbligato e senza difficoltà nuovamente per ghiaione.
Descrizione:
Dalla forcella Freshfield si attacca direttamente l'ampia placconata rossastra sulla destra, facile e molto appoggiata, che si risale senza percorso obbligato ricercando di volta in volta il percorso più semplice (tratti di II), rimanendo preferibilmente verso il filo di cresta sulla destra.
Superato un tratto pianeggiante di cresta più affilata, si traversa a sinistra per una ventina di metri tornando in parete: qui la pendenza diventa più marcata ed anche la ricerca del passaggio migliore, comunque mai obbligato, richiede un po' di intuito in più (brevi passi di III). Più sopra, dove il terreno torna semplice, si sale piegando gradatamente verso destra raggiungendo una zona di detriti: scalando direttamente la facile cresta successiva si raggiunge la sommità di Cima Purtscheller (3040 m), da dove è possibile osservare tutta la restante parte di percorso.
Si continua per cresta, qui a tratti molto affilata (o più facilmente poggiando sul versante settentrionale e sfruttando una provvidenziale cengetta) sino al sottostante intaglio (forcella Purtscheller).
Per terreno piuttosto instabile si attacca l'opposto versante poggiando sempre sul lato nord: a parte qualche tratto friabile la scalata resta semplice (breve passaggio di III) ed in breve si guadagna la sovrastante sommità.
Da questo punto in poi inizia il tratto più interessante di cresta: anche se le difficoltà rimangono contenute (II), l'esposizione aumenta notevolmente e consiglia di proseguire legandosi in cordata.
Sfruttando l'assicurazione di numerosi spuntoni, si supera una placca (chiodo) e si prosegue direttamente sul filo raggiungendo più avanti la base della punta Genova. Ora la cresta diventa ampia e, per divertenti gradoni, si raggiunge la vetta (3191 m).
Pochi metri prima di raggiungere la sommità della punta Genova, è possibile traversare a destra sul versante Sud sino ad incontrare una sosta attrezzata: con un paio di doppie da 25 metri è possibile abbandonare la cresta Sigismondi raggiungendo il sottostante passo dei Detriti, dove transita la via Normale.
Dalla vetta della punta Genova si continua in direzione Nord raggiungendo subito due grossi spuntoni: il primo si scala direttamente (II+), mentre il secondo si aggira alla base sul suo lato destro.
Si prosegue sul filo di cresta per alcuni metri molto affilati seguiti da un salto verticale ben appigliato che si scala direttamente (III+). Poco oltre, un breve tratto ancora molto aereo e in lieve discesa (III+) conduce alla base di uno spigolo affilato che si aggira sfruttando un camino appigliato pochi metri a destra dello spigolo stesso.
Al termine del canale si raggiunge in discesa un ripiano di sfasciumi e si prosegue per un altro canale, più facile, sino a sbucare sulla vetta della Spalla (3257 m), dove terminano le difficoltà.
Per cresta ampia, talvolta interrotta da qualche gradone, si arriva infine alla vetta principale dell'Argentera, la cima Sud, sormontata da una grossa croce in ferro.
Discesa:
Seguire a ritroso il percorso della frequentata via Normale.
Dalla vetta scendere facilmente un breve tratto della cresta Est sino ad individuare, in corrispondenza di un ometto, l'uscita della cengia-canale che taglia tutta la parete orientale dell'Argentera.
Percorrere integralmente la cengia, a tratti attrezzata con funi di sicurezza, sino all'ampio intaglio del passo dei Detriti. Per traccia sulle ghiaie che hanno dato nome al valico, si divalla sul versante Ovest tornando infine al rifugio Remondino.