La bucolica conca dell'alpe Cisles, dominata dalle capricciose punte rocciose delle Odle, è limitata ad Est da un'alta muraglia rocciosa culminante nel monte Stevia. La muraglia manda verso Ovest alcuni pilastri rocciosi, uno dei quali (il secondo salendo) ha origine da una punta leggermente staccata dalla struttura principale: è la torre Firenze, così chiamata per via della vicinanza, alla sua base, del rifugio omonimo.
La via di salita qui proposta si sviluppa quasi interamente sul filo dello spigolo ed offre una piacevole e divertente arrampicata, mai difficile e poco sostenuta, piuttosto frequentata. La roccia è buona su tutto il percorso e la chiodatura sicura: tutte le soste sono attrezzate con 2 chiodi o talvolta su spit.
La buona lunghezza del percorso ne fa un itinerario di ampio respiro, interrotto soltanto nella parte centrale da una fascia erbosa poco interessante.
Attacco:
Da Selva in val Gardena seguire le indicazioni per la località Daunei-Lech da Schutz (1758 m) che si raggiunge in pochi minuti percorrendo una comoda strada asfaltata. Si parcheggia l'auto in prossimità di una baita isolata all'inizio della mulattiera per i rifugi Juac e Firenze.
In moderata pendenza percorrere la mulattiera transitando tra bellissimi prati falciati e un bosco piuttosto rado sino a sbucare, dopo una mezz'ora di cammino, all'inizio della conca dell'alpe Cisles presso il rifugio Juac (1905 m). Abbandonare la traccia per il rifugio Firenze e seguire a destra il sentiero per il rifugio Stevia (indicazioni): dopo circa 300 metri deviare a sinistra e seguire la traccia di sentiero che si inoltra nel bosco avvicinandosi alle sovrastanti pareti rocciose. La traccia, a volte poco evidente, prosegue a mezza costa verso Nord traversando qualche tratto detritico e qualche canale fino a sbucare presso un vasto ghiaione compreso tra la parete del monte Stevia e lo spigolo della torre Firenze.
Nel ghiaione si dovrebbe intuire la traccia che sale verso l'attacco dello spigolo, posto un centinaio di metri al di sopra del punto più basso.
Descrizione:
1° TIRO:
Salire per alcuni metri un vago diedrino in direzione del filo dello spigolo sino ad un muro verticale che impedisce di raggiungerlo; piegare quindi a sinistra e, per gradoni, continuare senza percorso obbligato sino alla sosta su chiodi, in un diedrino piuttosto a sinistra (40 m, III+).
2° TIRO:
Proseguire nella medesima direzione senza particolari difficoltà. La sosta a chiodi con cordino si trova presso un muro verticale a destra alla base di una placca-diedro appoggiata (30 m, III+).
3° TIRO:
Con un passo delicato risalire la placca finchè non diventa possibile traversare a destra su esile cengia esposta (ch) al di sopra del muro e doppiare il filo dello spigolo. Sosta comoda su spuntone (30 m, IV-).
4° TIRO:
Traversare a destra per placchette appoggiate (III) sino alla base di un lieve strapiombo. Con un singolo passo più impegnativo (IV+ ch, passaggio eventualmente azzerabile) superare lo strapiombo e sostare poco sopra sul terrazzino a sinistra (30 m, III e IV+, sosta su 1 spit).
5° TIRO:
Salire leggermente in diagonale a destra puntando ad un gruppetto di pini mughi che si sfruttano per attrezzare la sosta (25 m, III).
6° TIRO:
Traversare marcatamente a sinistra fino a raggiungere il filo dello spigolo, piuttosto aereo, che si risale direttamente sfruttando una bella fessura. Più sopra lo spigolo diventa semplice ed è possibile proseguire sino al termine della lunghezza della corda sostando a piacere su uno dei numerosi pini mughi (55 m, IV poi III e II).
Camminando, superare un tratto pianeggiante ed erboso sino alla sosta presso la base del muro successivo.
7° TIRO:
Salire per il diedro a destra, più semplice, o direttamente sul filo dello spigolo, più aereo e divertente, sino ad un terrazzino di sosta (30 m, III).
8° TIRO:
Ancora a sinistra, sul filo dello spigolo, si superano divertenti passaggi esposti. La sosta è attrezzata in un tratto di cresta pianeggiante (40 m, IV-).
9° TIRO:
Con arrampicata elegante e non difficile si rimonta un bel muretto verticale. Eventualmente stando a sinistra del filo dello spigolo si incontrano difficoltà più elevate (30 m, III).
10° TIRO:
Attenersi ancora una volta al filo dello spigolo, che in un tratto è interrotto da un salto leggermente aggettante (50 m, IV-).
11° TIRO:
Rimontare un'ultima serie di gradoni che conducono presso un'ampia terrazza detritica. Traversare a destra sino al muretto successivo di alcuni metri (50 m, III).
12° TIRO:
Su terreno via via più semplice e appoggiato si risale l'ultima parte dello spigolo sino al vertice della torre Firenze (40 m, II).
Discesa:
Dalla vetta della torre Firenze seguire la traccia di sentiero che, in direzione Est, punta al canalino ghiaioso che incide la vicina parete del monte Stevia. Risalito il canale, si sbuca presso la spettacolare conca prativa dello Stevia, con vista eccezionale sul gruppo del Sella.
Il sentiero piega a destra verso il bordo della conca e, con piacevole percorso, conduce più in basso ad incrociare il sentiero che collega il rifugio Juac al rifugio Stevia. Seguendo questo tracciato in direzione Ovest (indicazioni per Selva), si transita per una stretta forcella rocciosa e, con ripidi zig-zag, si torna nel bosco alla base delle pareti da cui in breve al sentiero dell'andata.