Il monte Disgrazia è una delle montagne più imponenti ed ambite di tutta la Lombardia, oltre che una tra le vette più alte completamente in territorio italiano. Se il versante meridionale appare limitatamente glaciale, lo stesso non si può dire per quello settentrionale, in cui imponenti colate di ghiaccio si accartocciano creando uno scenario decisamente suggestivo.
La montagna viene raggiunta soprattutto percorrendo l'itinerario della via Normale per la cresta Ovest o l'itinerario detto della "Corda Molla" lungo la cresta Est.
Per quanto riguarda la via Normale, qui descritta, si tratta di un itinerario assai consigliabile e di ampio respiro, che oppone qualche lieve difficoltà alpinistica. Le condizioni migliori si trovano se la cresta è ben innevata; in caso contrario alcuni tratti posso rivelarsi insidiosi per la presenza di sfasciumi o di ripido ghiaccio vivo.
Attacco:
Dal rifugio Ponti si prende la traccia di sentiero, pressochè pianeggiante, che si dirige verso NE in direzione dell'imponente morena laterale destra deposta dal ghiacciaio di Preda Rossa durante la sua fase di massima espansione.
Raggiunto il filo della morena, lo si risale su comodo sentiero fino al suo termine presso una zona di grossi blocchi di granito. Con qualche difficoltà dovuta al terreno instabile, si sale puntando alla verticale fascia rocciosa che limita in alto il lato orografico destro (sinistra salendo) del ghiacciaio di Preda Rossa.
Descrizione:
Raggiunto il ghiacciaio e legatisi in cordata, lo si risale facendo attenzione ad alcuni insidiosi crepacci rimenendo preferibilmente nei pressi della fascia rocciosa già menzionata. Man mano si sale la pendenza diminuisce fino a sbucare presso il piccolo plateau sovrastante: qui conviene traversare in diagonale a destra transitando ai piedi della sella di Pioda (l'ampio valico compreso tra la cima di Pioda a sinistra e il monte Disgrazia a destra), che però non si raggiunge. E' infatti più vantaggioso guadagnare il filo della cresta Ovest del Disgrazia per mezzo di un canalino nevoso (pendenza max 40°) che sbuca a monte di una prima torre sfasciumosa.
Una volta in cresta si supera fin da subito qualche passaggio di roccia (II), si piega sul lato meridionale e si raggiunge la base di ripido tratto (40°) nevoso ed aereo che, in caso di ghiaccio vivo, può opporre qualche difficoltà.
Più sopra, per neve o sfasciumi si torna sul filo di cresta e facilmente con qualche saliscendi si arriva alla base di un secondo tratto nevoso che conduce sulla Spalla Ovest del Disgrazia.
Con una breve discesa esposta si raggiunge una forcellina da cui se ne esce superando una bella placchetta appoggiata di 5 metri incisa con tacche artificiali (II). Questo è il passaggio del famoso "Cavallo di Bronzo", che in realtà non ha niente di più difficile rispetto al resto della via.
Un ultimo tratto di cresta affilata conduce infine sulla vetta, marcata da una colonna in ferro dell'IGM.
Discesa:
Per l'itinerario di salita.