La celeberrima Biancograt, nota anche come "Scala del Cielo", è certamente uno degli itinerari alpinistici più belli e frequentati dell'intera catena alpina. Tutta questa fama è decisamente meritata: il profilo regolare della cresta nevosa è infatti notevolmente estetico, quasi come un velo, e la salita sino alla vetta è un'ascensione completa e di sicura soddisfazione.
E' possibile suddividere la salita in quattro parti molto diverse tra loro: l'avvicinamento sino alla Fourcla Prevliousa (lungo e con problemi di orientamento), la cresta rocciosa (senza particolari difficoltà se si individua il percorso corretto), la cresta nevosa vera e propria (che in buone condizioni non è difficile) e il tratto roccioso terminale (in cui sono concentrate le maggiori difficoltà di tutta la salita).
E' consigliabile partire dal rifugio molto presto la mattina (tra le 3.30 e le 4.30) ed evitare i weekend in modo da trovare la cresta meno affollata. Progettando l'ascensione, tenere anche in considerazione la lunghezza e la complessità del percorso di discesa attraverso la Fortezza (possibilità di dividere in due tappe la discesa pernottando al rifugio Marco e Rosa).
Attacco:
Dalla capanna Tschierva seguire la traccia di sentiero che si inoltra nella pietraia in direzione Est. Ci si muove fin da subito su terreno non agevole, ma i segnavia ed ometti di pietra indicano abbastanza chiaramente il percorso da seguire.
Rimanendo alti rispetto al sottostante ghiacciaio, si sale gradatamente a mezza costa finchè non si traversa il torrente che proviene dal ghiacciaio del Morterasch. A questo punto la traccia, con alcuni ripidi zig-zag, sale ripida per un buon tratto mantenendosi ad Est del torrente. Più sopra alcuni segnavia conducono nuovamente a mezza costa verso destra puntando alla base di una fascia rocciosa: senza speciali difficoltà la si traversa orizzontalmente raggiungendo infine la morena del vicino ghiacciaio.
Senza ormai percorso obbligato, si salgono le rocce montonate a lato del ghiacciaio (qualche ometto indica il percorso più facile) finchè non diventa possibile mettere piede sul ghiacciaio stesso.
Calzati i ramponi si sale sulla piccola conca nevosa sovrastante posta alla base della Fuorcla Prievlusa. Qui, in base alle condizioni, si decide se salire al valico sfruttando una breve e recente via ferrata oppure proseguire su neve.
Nel primo caso l'attacco si trova poco a sinistra la verticale della Fourcla (ganci metallici e segnali su roccia); nel secondo caso si sale appena a destra della fascia rocciosa (pendenza sui 40°) per poi traversare in diagonale verso sinistra appena al di sotto del valico (3430 m).
Descrizione:
Prima di raggiungere la Biancograt vera e propria è necessario superare un tratto roccioso appena a monte della Fuorcla Prievlusa. Questo tratto non è difficile (passaggi di III), ma è sempre molto esposto, per cui è consigliabile salire rimanendo legati almeno in conserva assicurata.
Dal valico, per rampa obliqua, si traversa in diagonale verso destra andando sul versante Ovest della cresta; si scala un piccolo diedro (sosta al termine) e si continua per roccette, neve o sfasciumi piegando leggermente a sinistra (sosta). Proseguire un po' verso destra imboccando il primo canalino che si incontra: con facile e divertente arrampicata lo si risale completamente sbucando, al suo termine, sulla cresta spartiacque.
Da questo punto il percorso diventa più evidente poichè si deve proseguire attenendosi fedelmente al filo di cresta. Quando si raggiunge un tratto pianeggiante appena prima di un'ardita torre rocciosa, tagliare diagonalmente sul versante Est (neve o sfasciumi) ed aggirare agevolmente la torre ritornando in cresta più a monte, dove ha inizio il tratto più caratteristico della Biancograt, l'aerea cresta nevosa.
Si sale rimanendo poco al di sotto del filo di cresta, poggiando sul versante Est o Ovest a seconda delle cornici presenti (la pendenza di questo tratto raggiunge al max i 45°). La cresta nevosa termina direttamente sulla sommità del pizzo Bianco (3890 m; fin qui difficoltà AD, possibilità di tornare a valle ripercorrendo la stessa via di salita).
Dalla vetta del pizzo Bianco inizia il tratto più impegnativo dell'ascensione.
Procedendo con attenzione, si percorre il primo tratto di cresta rocciosa, abbastanza lineare, rimanendo sul versante Est. Con una doppia da 15 metri ci si cala alla breccia del Bernina e si prosegue scalando direttamente un'ardito torrione di roccia (passaggi di IV-).
A monte del torrione si rimonta un ripido pendio di rocce o neve e si torna sul filo di cresta, qui estremamente aereo, che si conclude direttamente in vetta.
Discesa:
Dalla vetta, per cresta inizialmente ampia, ci si dirige verso sud in direzione della Spalla del Bernina, massima elevazione italiana, che si raggiunge per cresta nevosa aerea ed affilata.
Sempre per cresta si prosegue sino ad un marcato salto roccioso che si supera con una doppia da 25 metri. Traversare a destra e, con una seconda doppia in un canalino che conduce sul versante Sud della montagna, scendere sul ghiacciaio sottostante.
Percorrere il ghiacciaio rimanendo preferibilmente sul lato destro finchè, dopo circa 400 metri di dislivello, non si raggiunge il nuovo rifugio Marco e Rosa nei pressi della Forcola di Cresta Guzza.