Pizzo Bernina - Cresta Biancograt


07 lug 2007
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09 lug 2007

L'estetico profilo nevoso della Biancograt, ben visibile ad esempio dalla stazione superiore della funivia del Diavolezza o dalla strada che sale al passo del Bernina da Pontresina, è una vera tentazione per ogni alpinista: chiunque ne scorga i regolari profili non può che desiderare di salirla.
L'occasione, per quanto mi riguarda, arriva quasi per caso. Robi, Ale e Masssimo sono infatti già d'accordo per organizzare l'ascensione tra domenica e martedì in modo tale che, dicono, non ci sia troppa gente lungo il percorso. Azz... un giorno di ferie lo posso prendere, ma due... mi sa che devo proprio rinunciare!
Un ultimo click sul sito di meteo-svizzera riaccende però le mie speranze: lunedì è previsto l'arrivo di una perturbazione, vuoi vedere che forse convinco i soci ad anticipare la partenza di un giorno? Giro di telefonate... detto, fatto!

Mi vedo così partecipe di questa gita, che inizia in modo insolito: risaliamo tutta la prima parte della valle Roseg a bordo di un calesse, con vista spettacolare sulle scintillanti vette nevose che chiudono la valle. In settimana è infatti caduto mezzo metro di neve ed ora i ghiacciai riflettono sotto i raggi di un bellissimo sole tutto il loro splendore.
Una volta giunti alla capanna Tschierva, le tre belle rifugiste ci informano che il giorno dopo troveremo diverse cordate impegnate sulla Biancograt: non saliremo certamente da soli!

La mattina è fin da subito tintinnare di moschettoni, gente che sale e scende le scale, che prepara lo zaino o si sistema gli scarponi. Ci riversiamo al cospetto di un'incredibile stellata che non sono nemmeno le quattro di mattina.
La fioca luce della pila frontale (io ho dimenticato le batterie nuove in macchina...) illumina le pietraie, i segnavia e gli ometti che segnano il percorso; si sale senza fretta ma costantemente, fino all'arrivo sul ghiacciaio.
Nel frattempo i primi raggi di sole scavalcano il profilo della Scala del Cielo e riescono a lambire gli spalti nevosi del pizzo Roseg, che immediatamente si tinge di calore.
Quando raggiungiamo il filo di neve della cresta, il sole è già alto, mentre l'Engadina si svela poco a poco. Ci si diverte, si respira il cielo, e senza difficoltà si raggiunge il pizzo Bianco.
Ma ora l'impegno cresce.
Lungo i delicati passaggi di roccia e neve, sempre con i ramponi ai piedi, la percezione del vuoto aumenta notevolmente. Così si attrezza qualche tiro di corda, una doppia, si ringraziano con la mente gli alpinisti che ci hanno preceduto per aver tracciato peste generose nella neve, finchè, dopo un ultimo tratto affilatissimo di cresta su cui ci si sente realmente equilibristi, la vetta. Che soddisfazione!

La concentrazione non può però calare: ci aspetta una discesa non banale e il brutto tempo in arrivo ci obbliga a muoverci con molta cautela sul ghiacciaio ormai completamente avvolto dalle nebbie. Ma è solo questione di tempo; non si fa che spettare il momento del riposo al rifugio Marco e Rosa.
Durante la notte una bufera di neve si abbatte sul massiccio, ricoprendo con uno strato di trenta centimetri ogni traccia sul ghiacciaio. La neve continua a cadere anche durante la mattina successiva e la visibilità rimane pessima.
Impossibile tornare a valle dal versante svizzero: l'unica possibilità è di utilizzare la via ferrata che conduce in val Malenco e da lì arrangiarsi per raggiungere l'Engadina. La discesa si rileva comunque lunga e complessa: la scarsa visibilità rende difficile la scelta del percorso migliore destreggiandosi tra i crepacci; a volte bisogna tornare sui propri passi, sempre cercando di non perdere i pochi riferimenti che la nebbia concede di vedere.
Poi, al termine dei ghiacci perenni, è la volta delle pietraie, delle morene, della nevicata che diventa acquazzone; si scorgono i primi fiori, qualche ciuffo d'erba, finchè non si entra nel bosco e si percepisce l'odore di resina e di funghi.
In lontananza, si scorge già la diga di Campomoro, la strada asfaltata, le case, ma la mente è ancora in alto, tra le creste affilate, sulla Scala del Cielo.


Bellezza:
Partecipanti:
Roberto, Alessandro, Massimo, David
Meteo:

Pontresina, Capanna Tschierva (2583 m.) (click per visualizzare la relazione)

Pizzo Bernina, Cresta di Biancograt (4049 m) (click per visualizzare la relazione)

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