Nascosta tra le pieghe di una valle laterale delle Alpi di Uri, si cela una montagna granitica eccezionale, una gotica architettura che ben rappresenta l'immagine ideale di guglia rocciosa elegante e slanciata.
Nonostante tutti questi pregi, fino a non molti anni fa il luogo era custodito gelosamente dagli scalatori locali rimanendo totalmente sconosciuto agli arrampicatori d'oltralpe; poi sono arrivate le vie moderne, le relazioni dettagliate, e la montagna è stata via via frequentata ed apprezzata diventando ben presto uno dei principali santuari d'arrampicata di tutte le Alpi.
In particolare sono due le vie divenute molto famose: la cresta Ovest, considerata anche la più difficile via di cresta su granito delle Alpi, e la cresta Sud qui descritta, più facile ma egualmente annoverata fra i migliori itinerari di cresta.
In particolare la cresta Sud è una lunga cavalcata di 500 metri di dislivello che, superando tre torri intermedie, conduce a pochi minuti dalla vetta principale. L'arrampicata è sempre molto aerea, piuttosto continua e mai banale, su roccia eccellente.
La chiodatura è tipicamente "alla svizzera": grossi anelloni supersicuri alle soste e qualche spit o chiodo intermedio. Queste protezioni sono comunque piuttosto distanziate (in media 3-4 per tiro di corda) e quindi è utile integrare con qualche frend e nut.
Attacco:
Dal Salbit Hutte imboccare il sentiero che si inoltra in direzione della parete meridionale del Salbitschijen. Dopo aver traversato un avvallamento, lasciare a destra la traccia della via Normale e proseguire traversando orizzontalmente verso Ovest una zona di ghiaioni.
Giunti in prossimità della base della cresta Sud (torre di Salbitzahn), il sentiero si biforca nuovamente: a sinistra un tratto di via ferrata conduce all'attacco della cresta Ovest, mentre a destra una traccia meno evidente prosegue in direzione di un evidente canale che incide la parete Est della Salbitzahn.
Risalire senza difficoltà il canale di roccette ed erba, superando tramite catena un masso incastrato a metà percorso.
Al termine del canale si perviene sull'ampia cengia erbosa che cinge la torre a metà altezza: l'attacco si trova a destra del filo di cresta, alla base di un diedro appoggiato di rocce ed erba.
Descrizione:
Si sale il canale senza percorso obbligato e senza particolari difficoltà raggiungendo verso destra un ampio terrazzino dove si sosta (30 m, III+. La guida indica l'inizio della via da questa sosta).
1° TIRO:
Rimontare una bella placca di aderenza e proseguire lungo un diedrino molto appoggiato (30 m, IV+).
2° TIRO:
Spostarsi a destra e rimontare un muro verticale fessurato (Müller-kamin, lo spit è nascosto al termine del muro). Traversare a sinistra raggiungendo la base di un marcato strapiombo che si vince con un singolo movimento di forza su buone prese.
Al di sopra continuare per fessure più semplici, poi traversare a sinistra e sostare su un comodo terrazzo erboso alla base di un muro (40 m, V+ e IV+).
3° TIRO:
Superare direttamente il muro ben appigliato (non andare sulle rocce rotte di sinistra), poi traversare in piano sino alla base della successiva parete fessurata.
Con un passo delicato rimontare la fessura traversando al suo termine verso sinistra. Sostare poco oltre (35 m, V).
4° TIRO:
Senza particolari difficoltà, si sale verso destra su una placca molto appoggiata e si supera il successivo muretto fessurato che conduce sulla cengia presso la sommità del Salbitzahn. Traversare la cengia verso destra sino all'anellone su cui effettuare la calata nella sottostante forcella (45 m, III, IV- e I).
Dalla forcella (Zahnscharte) risalire brevemente per roccette ed erba alla sosta su spit.
5° TIRO:
Rimanendo a sinistra del filo di cresta scalare alcune rocce facili che conducono ad una forcella; traversare sul versante Est e percorrere orizzontalmente una bella placca tecnica di aderenza. Sostare poco sopra (40 m, IV+).
6° TIRO:
Rimontare un breve muretto fessurato sul filo dello spigolo, poi traversare a destra e raggiungere la base di un bel diedro (Elefantenbauch). Risalire il diedro, ben proteggibile con friend, sino allo stretto intaglio presso il suo culmine; scavalcare l'intaglio e vincere con minori difficoltà il muro seguente (40 m, V+).
7° TIRO:
Contornare a sinistra una piccola torre e proseguire sul divertente filo dello spigolo (30m, V, III e IV) fino alla sosta.
8° TIRO:
Rimanendo leggermente a sinistra del filo dello spigolo, vincere un primo muretto, poi traversare sul lato destro e per rocce più facili raggiungere un diedrino appoggiato. Ignorare la sosta a destra (è di un'altra via) e risalire il diedrino sino alla comoda sosta al suo termine (30 m, V e IV).
9° TIRO:
Tiro chiave della via.
Traversare orizzontalmente sul lato destro dello spigolo sino ad una forcella, che si raggiunge scalando in discesa alcune facili rocce.
Attaccare il muro successivo preferibilmente a destra: inizialmente su buoni appigli, più in alto si sale con un passo generalmente in A0 andando ad afferrare il bordo sinistro del muro. Con un movimento deciso, rimontare il bordo del muro traversando più alto verso sinistra in un diedro fessurato sino alla sosta (40 m, IV+, VI o A0 e V+).
10° TIRO:
Traversare a sinistra e risalire un liscio muretto che più in alto si stringe in un diedro. Traversare a destra su belle lame e vincere un ultimo muretto che si conclude su un bel terrazzino (35 m, V-)
11° TIRO:
Raggiungere la base di un esilissimo e caratteristico ago roccioso (ben visibile anche dal rifugio) e risalire sino a metà il suo lato meridionale. Traversare a sinistra contornando l'ago e rimontare il successivo diedro ben appigliato. Un delicato traverso a destra ed un breve tratto verticale conducono alla sosta presso la sommità della Plattenturm (45 m, IV+ e V).
Traversare brevemente a destra con arrampicata esposta sino all'anellone di calata (IV).
Con una doppia sul lato Nord della torre, si scende alla forcella tra la Plattenturm e la Zwillingsturm.
12° TIRO:
Risalire l'esposto spigolo meridionale della Zwillingsturm e raggiungerne la sommità dopo un esposto traverso a destra (40 m, IV+).
Scendere in arrampicata sulle facili rocce del versante settentrionale (II). Per roccette ed erba, aggirare a sinistra la torre successiva raggiungendo un ampio terrazzo compreso tra la Parallel SutGrat e la SutGrat vera e propria.
Qui è possibile arrivare direttamente dall'intaglio tra la Plattenturm e la Zwillingsturm con un facile traverso sul lato sinistro della Zwillingsturm.
13° TIRO:
Rimontare la bella placca appoggiata a sinistra del filo di cresta sino ad un comodo terrazzo erboso (30 m, IV-).
14° TIRO:
Risalire leggermente a destra la successiva fessura, con un singolo passo un po' più impegnativo nel suo tratto centrale (35 m, V).
15° TIRO:
Traversare orizzontalmente a sinistra raggiungendo la base di una netta fessura che incide la parete sino al suo termine. Risalire la fessura con bella arrampicata fino alla sosta presso il filo della cresta Est (40 m, V-).
Per raggiungere la vetta del Salbitschijen, scavalcare la cresta andando sul versante Nord e, per facili rocce rotte, salire brevemente a sinistra sino al terrazzo sommitale.
Il punto terminale, un'esilissima lama rocciosa, si raggiunge scalando una decina di metri di IV.
Discesa:
Dalla vetta vera e propria, o dal termine della via, seguire i bolli rossi sulle rocce a sfasciumi del versante Nord scendendo sempre verso destra.
Un breve tratto di cresta affilata attrezzato con funi metalliche permette di accedere alla parte bassa della parete dove, con una serie di zig-zag, si raggiunge facilmente il nevaietto basale (ramponi a fine stagione in presenza di ghiaccio vivo).
Traversare a destra raggiungendo il torrente di sfogo del ghiacciaio e percorrere in discesa il ripido canalone, ben visibile anche dal rifugio, che delimita ad Est il Salbitschijen. Durante questa discesa conviene rimanenre sulle roccette del lato destro del canale.
Al termine del canale una traccia di sentiero riconduce facilmente al rifugio.