Entusiasmante arrampicata, certamente una delle più belle e di soddisfazione di tutto il gruppo delle Grigne.
La via si sviluppa lungo la verticalissima parete meridionale del torrione del Cinquantenario, elegante guglia di ottima roccia solida e compatta, e segue una linea di salita audace e di ottica moderna, certamente avvenieristica rispetto al periodo in cui è stata aperta.
La chiodatura originale è stata parzialmente sostituita con resinati (comprese tutte le soste), ma la via mantiene caratteristiche alpinistiche imponendo in più punti di doversi proteggere da soli, cosa peraltro qui piuttosto facile per via della grande abbondanza di clessidre.
Attacco:
Dal rifugio Rosalba, scendere per alcune decine di metri lungo il sentiero delle Foppe puntando alla base del torrione del Cinquantenario. Traversare per tracce il lato occidentale del torrione e, dopo aver risalito verso sinistra una facile placchetta rocciosa (II), raggiungere un terrazzino erboso alla base di una evidente fessura verticale presso cui si trova l'attacco della via.
Descrizione:
1° TIRO:
Risalire la fessura attrezzata a chiodi finchè, in corrispondenza di un resinato, non diventa possibile traversare a destra su una placchetta appoggiata molto articolata che si segue sino al terrazzino di sosta alla base di uno strapiombo (40m, V+ e IV).
2° TIRO°
Rimontare verso destra alcune rocce appigliate fin sotto lo strapiombo, che si vince con difficoltà, generalmente tirandosi sui chiodi.
Usciti sulla placca sovrastante, traversare in diagonale a sinistra con movimenti non facili fin sotto un secondo strapiombo fessurato. Sfruttando la fessura, aggirare lo strapiombo a destra, poi salire verticalmente per alcuni metri sino alla sosta (25 m, 6c o IV-/A0).
3° TIRO:
Proseguire verticalmente sulla stupenda placca di roccia molto lavorata sino al sovrastante terrazzino di sosta. Il tiro, a parte un resinato pochi metri dopo la partenza, è completamente schiodato, ma si lascia proteggere facilmente sfruttando le numerose clessidre (16 m, V+ e IV+).
4° TIRO:
In esposizione notevole, traversare orizzontalmente a sinistra raggiungendo un vago diedro che si risale rimanendo inizialmente al suo interno (chiodo e clessidra) e poi poggiando leggermente a sinistra (ignorare i resinati ancora più a sinistra che sono di una via moderna). Quando il diedro diventa troppo impegnativo, un secondo astuto traverso permette, con movimenti non facili, di uscire verso destra raggiungendo la comoda sosta nei pressi di uno spigoletto arrotondato (25 m, IV+ il diedro e V+ il traverso).
5° TIRO:
Salire in verticale lungo lo spigoletto puntando al sovrastante resinato, poi traversare a destra e raggiungere la base di un strapiombino che si vince direttamente. Gli ultimi metri più facili conducono infine sulla vetta, sormontata da una campanella (25 m, V e 6a).
Le difficoltà dell'ultimo tiro posso essere evitate salendo in diagonale a destra sino all'inizio della facile cengia che aggira il torrione. La cengia permette di raggiungere la placchetta di IV° della via normale che si conclude direttamente in vetta.
Discesa:
Sfruttando gli anelli già presenti, scendere con una breve doppia alla selletta che divide il torrione del Cinquantenario dal vicino torrione Cecilia.
Da qui è molto consigliabile proseguire lungo il filo del vicino spigolo Marimonti; altrimenti, con una doppia da 40 metri sul lato Nord, si torna alla base della torre.