Divertente ed aerea arrampicata, con passaggi molto interessanti su roccia ottima e ben chiodata: da ripetere assolutamente!
Nonostante le notevoli difficoltà in libera, peraltro concentrate nel secondo e nel penultimo tiro, la chiodatura vicina (talvolta con cordini negli spit) permette di azzerare abbastanza facilmente i tratti più impegnativi. Uniche eccezioni sono forse un punto a metà del primo tetto, in cui il cordino da moschettonare ha una resistenza un po' dubbia, e la difficile placca strapiombante del penultimo tiro.
L'arrampicata è sempre molto varia ed interessante, alternando diedri, tetti, placche, fessure e traversi... c'è tutto!
Attacco:
Da Arco prendere la strada che porta alla sovrastante località Laghel.
Arrivati in corrispondenza di una Chiesetta e di un gruppo di case, girare a sinistra per strada prima asfaltata e poi sterrata, fino ad arrivare ad una fontana. Parcheggiata l'auto nei paraggi, si prosegue a piedi lungo una stradina che, in corrispondenza di un crocefisso nei pressi della fontana, si inoltra nel bosco in direzione della base della parete. Superato l'ingresso di un acquedotto e la successiva ampia grotta, si continua per per traccia di sentiero per alcuni minuti fino ad individuare la scritta "Romantica" su una roccia. Rimontare il sovrastante zoccoletto che conduce allo strapiombino presso l'attacco della via.
Descrizione:
1° TIRO:
Rimontare lo strapiombo con un passo subito impegnativo e proseguire per placca appoggiata, più facile, sino al muro successivo.
Traversare con difficoltà a sinistra e, su minuscoli appigli, raggiungere il terrazzino di sosta al termine di un breve tratto verticale (40 m, 6c o 6a/A0).
2° TIRO:
Attaccare leggermente a sinistra un muro tecnico ed impegnativo che si risale sino all'ampio terrazzo sovrastante. La sosta è tutta a sinistra (30 m, 6b+ e 6b).
3° TIRO:
Superare un breve muretto, poi traversare a sinistra portandosi alla base di un repulsivo diedro strapiombante.
Su buoni appigli raggiungere un ripiano (qui un cordino incastrato in una fessura ha una solidità dubbia - passaggio molto delicato) e, traversando a destra, afferrare la fessura formata dal tetto sovrastante. Con movimenti atletici seguire la fessura sino al termine del tetto, scavalcarlo a sinistra e sostare (25 m, 6a+).
4° TIRO:
Per muro verticale salire alla base di un secondo tetto. Con un passaggio molto aereo traversare verso destra (cordini negli spit) aggirando il tetto e raggiungendo la base di un diedro molto verticale. Risalire il diedro e sostare al suo termine (25 m, 6b il traverso e 6a il diedro).
5° TIRO:
Proseguire in diagonale verso destra con arrampicata tecnica per belle placche appoggiate sino alla base di un muro verticale (il traverso è chiodato lungo). Con un passo difficile vincere il muro e raggingere il terrazzino sovrastante (30 m, 6a+).
6° TIRO:
Superare il muretto tecnico sulla destra e, per facili tracce, continuare verso destra sino alla base di un diedro appoggiato (15 m, 5c).
7° TIRO:
Con bella arrampicata di aderenza risalire il diedro per la sua faccia appoggiata fino alla base di una torre rossastra. Attaccare il muretto verticale a destra e, per buoni appigli, traversare ancora verso destra sino alla sosta (35 m, 5c).
8° TIRO:
Sfruttando una bella placca inclinata, traversare a destra raggiungendo la base di un bellissimo diedro fessurato. Con arrampicata entusiasmante e non difficile risalire tutta la fessura sino ad incrociare una cengia orizzontale alla base di una serie di strapiombi gialli. Traversare in piano sulla cengia per una decina di metri e sostare (25 m, 5b).
9° TIRO:
Con un passo faticoso si rimonta uno strapiopiombetto ed una successiva serie di tettini più facili. Al termine si sbuca su una placca che va traversata verso destra sino alla comoda sosta, con libro di via (30 m, 6b e 5c).
10° TIRO:
Salire un vago pilastrino sulla destra, poi traversare a sinistra su placca a buchi raggiungendo la base di una placca strapiombante. Il passaggio in libera è molto impegnativo e quindi generalmente si azzera: tuttavia la distanza tra gli spit consiglia di armarsi di staffa e furbino per questa operazione. (35 m, 6c o 6a/A0).
11° TIRO:
Più facilmente per rocce via via più articolate ma sempre ben solide si sbuca sui prati al di sopra della parete (40 m, 5a e 4a).
Discesa:
Traversare su traccia di sentiero il bosco e i prati successivi raggiungendo una stradina asfaltata. Seguirla in discesa sino al primo bivio sulla sinistra, che si segue tornando dentro il bosco.
Per sentiero si scende sino a raggiungere il suggestivo bordo superiore della parete di Mandrea Sud (salto delle capre), che si percorre per alcune centinaia di metri sino ad un bivio nei pressi di un traliccio. Qui prendere prima a destra e poi a sinistra scendendo, con alcuni zig zag, alla base della parete e alla vicina strada sterrata percorsa in macchina all'andata. Seguire la strada in salita sino alla fontana e al parcheggio (calcolare circa 45 min).