Il Craper Vag non fa parte della costiera principale della val Breguzzo, ma resta in posizione più arretrata verso Sud.
L'itinerario scialpinistico che ne raggiunge la sommità sfrutta in salita il solco della valle del Vescovo, mentre in discesa è consigliabile avventurarsi nella parallela valle Canevazza, di pendenze sostenute e di sicura soddisfazione.
Interessante anche il panorama dalla vetta, che spazia dalle vicine vette granitiche del gruppo dell'Adamello alle più distanti strutture calcaree delle Dolomiti di Brenta.
Descrizione:
Dalla piana del rifugio Trivena si segue la bella mulattiera che, risalendo gli assolati pendii meridionali della valle, guadagna gradatamente quota in direzione Ovest. Superata una breve paretina granitica recentemente attrezzata a falesia, con alcuni ripidi zig-zag si vince un ripido pendio: giunti al suo culmine si entra nella caratteristica conca a scodella sovrastante (piana del Redont) sovrastata da impervie pareti rocciose e presso cui termina, da Sud, la stretta ed incassata valle del Vescovo.
Traversato su un ponte di legno il torrente che scende dalla valle del Vescovo, si continua con ampi zig-zag sulla dorsale idrografica destra del vallone stesso puntando ad un pulpito panoramico alla base dell'accidentata e rocciosa cresta N di un'anticima del Craper Vag.
Aggirata la cresta sulla destra, si entra in un freddo ed ombroso vallone che va risalito sino ad un colletto che separa l'anticima dalla cima vera e propria del Craper Vag e che permette di accedere all'ampio bacino della valle Canevazza. Piegando a destra, per gli ultimi dolci pendii di questa valle si sale al sovrastante intaglio del passo delle Marmotte (2560 m), da dove la vetta diventa finalmente ben visibile.
Con un'ultima ripida salita sui pendii SE si sale a poche decine di metri dalla vetta, che viene infine raggiunta sfruttando, per un breve tratto, la rocciosa cresta Sud con elementari e divertenti passaggi di arrampicata.
Discesa:
Si svolge interamente lungo la valle Canevazza.
Dalla vetta si torna al sottostante passo delle Marmotte e da qui si prosegue senza percorso obbligato in direzione Est seguendo l'andamento del vallone, via via più ripido.
Nella parte bassa bisogna traversare verso sinistra per poter aggirare una fascia rocciosa. Al di sotto si entra in uno stretto canale, comunque non ripido che promette una divertente sciata su neve polverosa direttamente sino alla piana del rifugio.