Spettacolare itinerario su uno dei profili più famosi delle Dolomiti.
Di conseguenza, durante la stagione estiva lo spigolo viene praticamente preso d'assalto dagli alpinisti di mezza Europa costringendo ad inutili attese alle soste e per le corde doppie: nonostante ciò la bellezza del percorso è tale da garantire comunque un week-end al rifugio Alberto di sicura soddisfazione. Nel caso in cui si decida di pianificare la salita fuori stagione per sfuggire all'affollamento, tenere presente che il sole arriva ad illuminare lo spigolo piuttosto tardi la mattina.
La chiodatura è buona e sicura lungo tutto il percorso e le soste sono sempre su fittoni con catena.
I passaggi sono sempre molto eleganti ed aerei, soprattutto la prima parte del secondo tiro, in esposizione assoluta. Data la massiccia frequentazione, è inevitabile che la roccia sia a tratti un po' unta; niente comunque a vedere con certi itinerari straconsumati del Medale-Antimedale o delle Placche Zebrate...
Attacco:
Dal rifugio Re Alberto I, raggiungere la base delle torri per breve traccia di sentiero. Una serie di facili roccette gradonate conduce, in diagonale verso sinistra, su una comoda cengia poco sopra la forcella tra la Torre Piaz e la torre Delago: qui, a pochi metri dal filo dello spigolo, è attrezzata una sosta su resinati.
Descrizione:
1° TIRO:
Salire verticalmente la bella placca a destra dello spigolo sul versante del rifugio. Dopo i primi metri facili e su ottimi appigli, raggiungere un ripiano e, in corrispondenza di una fessurina, traversare leggermente a destra per superare il muro successivo dove è un po' meno verticale.
Un'ultima breve placchetta conduce alla sosta presso un aereo e spettacolare terrazzino proprio sul filo dello spigolo, qui molto sottile e verticale (30 m, III+ e IV).
2° TIRO:
Con un passo molto esposto si passa sul tetro ed ombroso versante di val di Tires: afferrando gli appigli un po' consumati sul filo dello spigolo, si rimonta un primo salto verticale (2 ch) per poi tornare sul versante del rifugio su rocce più facili ed appigliate.
Un'ultimo breve tratto in fessura permette di superare un muretto e di arrivare alla comoda sosta sovrastante (25 m, IV, III e IV-).
3° TIRO:
Per bel diedro fessurato si sale a raggiungere il filo dello spigolo, qui decisamente più appoggiato e facile, sino alla sosta (25 m, IV- e III-).
4° TIRO:
Risalire con decisione la fessura verticale che incide il salto successivo (utili friend medio-grandi).
Al termine della fessura traversare a destra e scalare una bella placca verticale di roccia bianca e ben appiggliata che termina al terrazzino di sosta (30 m, IV).
5° TIRO:
Rimontare senza difficoltà rilevanti le ultime rocce che conducono sulla cresta terminale.
Prestando molta attenzione alla roccia instabile, traversare a destra, superare un aereo ponticello formato da alcuni massi incastrati, e raggiungere il primo anello di calata posto su un minuscolo terrazzino di fronte alla torre Stabler.
Discesa:
Con una corda doppia da 40 m (o due da 20) scende alla sottostante forcella tra la torre Delago e la torre Stabler (in realtà la forcella è un ponte formato da un masso incastrato nello stretto camino).
Con un'altra doppia sempre da 40 metri sul versante del rifugio (anche questa doppia è divisibile in due), si scende nello stretto e strapiombante camino formato dalle due torri sino al suo termine su breve cengia.
Un'ultima doppia riconduce infine nei pressi dell'attacco della via.