Dente del Gigante - via Normale


01 lug 2006
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02 lug 2006

Finalmente è la volta del Dente del Gigante! Al pari dello spigolo Nord del Badile, si tratta di una montagna che merita senza dubbio di essere salita almeno una volta, un'icona indiscussa dell'alpinismo e dell'arrampicata.
Per noi la scelta di questa meta è stata tuttavia piuttosto travagliata: dopo aver scartato, per una serie di motivi, il weekend previsto in val Masino, ci troviamo il venerdì sera senza sapere dove andare e senza rifugio prenotato. Telefonata tattica al rifugio Torino alle nove di sera: ancora un po' mi prendono in giro per aver anche solo sperato di trovare un posto libero... Vabbè non importa, noi non molliamo, così decidiamo di partire ugualmente di Sabato pomeriggio alla volta della Valle d'Aosta.
Arriviamo a Courmayeur intorno alle 17:30 e, per prima cosa, saliamo a La Palud e controlliamo gli orari della funivia: prima salita alle 7:30. Perfetto, ora però bisogna sistemarsi per la notte. Abbiamo con noi tutta l'attrezzatura da campeggio a parte... la tenda! La nostra idea, visto il meteo assolutamente stabile, è infatti quella di dormire in un prato sotto le stelle. Così decidiamo di inoltrarci nella bellissima val Ferret alla ricerca di un posto adatto per il nostro bivacco all'aperto.
Dopo una decina di minuti in auto imbocchiamo una sterrata sulla sinistra dove parcheggiamo: torrente, bosco pianeggiante, Aiguille Noire e Grande Jorasses come fondale... fantastico, meglio di così non potevamo chiedere! Il bosco è occupato qua e là da alcuni grossi macigni granitici (ottimi per il boulder!); noi ne individuiamo uno con un lato strapiombante a mo' di tettuccio che fa giusto al caso nostro.
Il giorno dopo, l'ascensione si svolge nel migliore dei modi e senza imprevisti sino a metà via, in corrispondenza delle corde fisse sulle placche Burgener. Qui il vento gelido ci obbliga a salire con i guanti alle mani, mentre più avanti finiamo "incagliati" nelle numerose giude alpine con i relativi clienti... Quando poi giunge il momento di scendere in corda doppia, l'attesa diventa assolutamente esagerata. Perdiamo molto tempo e, quando finalmente rimettiamo piede sulla Gengiva, sono ormai le 16.30!
Via di corsa giù per gli sfasciumi sino al sottostante ghiacciaio: iniziamo ad essere stanchi, il sole assume via via tinte più calde e la neve è sempre più molle sotto ai nostri piedi; quando torniamo al rifugio Torino la funivia è inevitabilmente già chiusa da un pezzo. Dalla terrazza del rifugio vediamo, giù in lontananza, i tetti delle case di Courmayeur: sono distanti da noi per circa 2000 metri di dislivello e le ore di luce che la giornata ci lascia ancora a disposizione sono decisamente poche...
Così, dopo un'attimo di esitazione, zaini (pesanti!) nuovamente in spalla: ripartiamo, ci aspetta l'ultima fatica, una discesa a tutta velocità tra sfaciumi e blocchi di granito prima dell'arrivo della notte! Con l'avanzare del tempo i profili delle montagne diventano più tenui, l'Aiguille Noire, quale gigantesca meridiana, indica con la sua ombra l'arrivo imminente dell'oscurità, mentre noi, molto da sprovveduti, ci siamo dimenticati le pile frontali in macchina con i saccchi a pelo.
Alla fine, quando giungiamo abbastanza distrutti al parcheggio di La Palud, è quasi buio.
Voltandoci, là in alto, la parete Ovest del Dente del Gigante riflette gli ultimi pallidi raggi di sole disegnando un fiammante e verticale profilo di rocce, un chiaro arrivederci alla prossima avventura.


Bellezza:
Partecipanti:
Daniela, David
Meteo:

Dente del Gigante - via Normale (4010 m.) (click per visualizzare la relazione)

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