Primo approccio all'arrampicata in val di Mello


04 giu 2006

E' la volta della val di Mello.
Questo luogo racchiude in sè una miriade di significati per il gesto dell'arrampicata e per il senso della stessa. Chi si muove tra queste pareti, dovrebbe respirare la freschezza dei primi salitori i quali, con un forte senso di ribellione, tracciarono vie di scalata provocatorie nei confronti della tradizionale filosofia della montagna: tramontato il mito della "lotta con l'alpe", era il momento della "pace con l'alpe". Seguendo questo nuovo modo di pensare, realmente alcune placche e salti di roccia vennero saliti semplicemente perchè si stava inseguendo una farfalla o un serpentello!
Venendo ad un punto di vista molto più pratico, bisogna però riconoscere che da sempre la valle risuona tra i manuali di arrampicata sopratutto per il fatto di essere "quel luogo dalle vie schiodate e quindi pericolose"... E' vero: i sassisti non avevano affatto intenzione di diventare carpentieri d'alta quota, così tendevano a lasciare la roccia così com'era.
Il risultato? Si voleva andare contro l'ansia di una scalata in quota, ma si è comunque finiti col creare vie di forte impegno psicologico.
Per questo motivo, quando abbiamo ritenuto di essere in grado di affrontare vie del genere, ci siamo subito rivolti agli itinerari più semplici e frequentati in modo da poter prendere confidenza con l'ambiente in vista di successive scalate più impegnative. Quindi, di per sè le due vie che abbiamo salito non hanno proprio nulla di particolare (a parte, ovviamente, la chiodatura...), ma vanno un po' prese come una consigliabile tappa intermedia.


Bellezza:
Partecipanti:
Mariaelena, David
Meteo:

San Martino, Cascina Piana (1092 m.) (click per visualizzare la relazione)

Tempio degli Dei - via Alba del Nirvana (1100 m) (click per visualizzare la relazione)

Sperone degli Gnomi - via Tunnel Diagonale (1100 m) (click per visualizzare la relazione)

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